Un “campus universitario” in città? Non è più un sogno
A quattro anni dalla sua costituzione, l'Università dell'Insubria traccia un bilancio della propria attività
Entro tre anni Varese avrà un campus nuovo di zecca. Questa, almeno, è la speranza di Renzo Dionigi, rettore dell’Università dell’Insubria (nella foto). Il consiglio d’Amministrazione ha approvato il progetto esecutivo che ora concorrerà al bando di aggiudicazione dei fondi destinati all’edilizia universitaria.
"Attendiamo la pubblicazione del bando a settimane – dice Dionigi – e credo che abbiamo buone possibilità di ottenere il denaro e realizzare, finalmente, una struttura che mi sta particolarmente a cuore." Il campus avrà cento alloggi, con aule, biblioteche, sei camere per ospitare stranieri in visita e l’alloggio del rettore del campus. Una vera e propria cittadella universitaria che risponderà alla crescente esigenza di spazi della popolazione studentesca. L’edificio sorgerà a Bizzozzero, nell’area già universitaria che è stata recentemente ampliata da una nuova concessione della Provincia.
Il campus, però, non è l’unico motivo di soddisfazione quest’anno: "Finalmente abbiamo approvato lo Statuto, un documento che ci conferisce piena autonomia gestionale. Siamo particolarmente soddisfatti anche perché è un testo originale, data la nostra peculiare natura di ateneo bipolare. Nello statuto sono state perfettamente bilanciate le due sedi che si avviano ad avere uno sviluppo equilibrato."
Tra gli altri successi che Renzo Dionigi vanta c’è anche l’allargamento dell’offerta formativa: nuovi corsi di laurea, in particolare quello in scienza delle comunicazione e quello in odontoiatria, e altre scuole di specializzazione soprattutto in area medica. "Siamo molto orgogliosi, inoltre, dell’attività del Centro Internazionale di Ricerca per le storie e le diversità Culturali, che sta acquisendo autorevolezza a livello internazionale. Siamo contenti, anche, del nuovo acquisto immobiliare, villa Toeplitz messa a disposizione dal Comune di Varese, e del progetto regionale di ristrutturare il chiostro di Sant’Abbondio a Como."
Tutto bene, dunque, per l’ateneo insubre? È questa la speranza, visto che non sono stati ancora quantificati i finanziamenti ordinari che fino allo scorso anno sono sempre stati in crescita: " Abbiamo informazioni che il finanziamento sarà confermato e che ci saranno nuove voci : da quello del "riequilibrio" all’ulteriore fondo per gli atenei di nuova istituzione, ai finanziamenti legati ad odontoiatria."
La questione finanziaria, però, era stata sollevata anche dal Ministro Letizia Moratti nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico. In quell’occasione, però, il ministro aveva fatto riferimento alle fondazioni come future casse del mondo accademico. "Ritengo che l’accorpamento del ministero dell’Università con quello della scuola abbia comportato alcuni cambiamenti – commenta il Rettore – molti colleghi temono che le università passeranno in secondo piano rispetto alla scuola secondaria. È indubbio, comunque, che il bilancio subirà delle restrizioni ed è per quello che il ministro ha fatto riferimento alle fondazioni bancarie. La naturale evoluzione sarà che ogni ateneo verrà finanziato da una propria fondazione. Nell’immediato non vedo la possibilità che l’Insubria possa trovare un sostegno di questo tipo. Ma non sono preoccupato. Dopo anni di abbandono, vedo che la città e la provincia cominciano ad aprirsi. L’importanza della presenza di questo ateneo sul territorio sta emergendo con sempre maggior forza. Il futuro non è nero: le sinergie con il mondo economico e finanziario arriveranno. "
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