A dodici mesi riacquista l’udito grazie al professor Burdo

Sono solo quattro o cinque casi in tutt'Italia. Il chirurgo noto in tutto il mondo fa nuovamente parlare di sé e non solo per l'evento medico

Il professor Burdo (nella foto) ha compiuto un altro miracolo. Niente di sovrannaturale, chiaro, ma sicuramente un evento per la bimba di appena 12 mesi audiolesa che potrà sentire.
«L’importanza dell’evento – spiega Sandro Burdo, chirurgo di fama mondiale che dirige il reparto di audiovestibologia dell’ospedale di Circolo – è duplice: sia medico per le difficoltà dell’intervento legate all’età della paziente, sia per il risvolto etico morale, perchè la bimba era figlia di genitori sordomuti.»
Qualche giorno fa ha fatto notizia la decisione di una coppia lesbica audiolesa statunitense che ha scelto tramite inseminazione artificiale di avere un figlio audioleso. «C’è effettivamente un problema con le comunità di sordomuti – racconta Burdo – Non tanto in Italia, ma molto più all’estero, in Francia o negli Stati Uniti. Persone come me sono considerate veri e propri nemici.» Queste comunità
accusano i medici di genocidio culturale: si sentono una minoranza con cultura e tradizioni proprie e un linguaggio, quello dei segni, che li caratterizza.«Mentre gli auricolari non sono visti di malocchio perchè mantengono la menomazione – spiega Burdo – l’impianto cocleare modifica la struttura dell’orecchio  ed è risolutivo del problema.» Fa notizia, quindi, la scelta libera di questi due genitori varesini che hanno affidato la loro bimba al professor Burdo per risolvere l’handicap :« In verità non è un evento – rivela il professore – perchè io e la mia equippe abbiamo ottimi rapporti con la comunità di sordomuti, anzi ne siamo consulenti. È indubbia, comunque, la nostra soddisfazione davanti a questa scelta maturata liberamente dai due genitori.»
Sul fronte medico, l’operazione merita attenzione per la giovanissima età della bimba: «I tre quarti dei nostri pazienti sono bambini di 18 mesi – spiega Sandro Burdo – ma così piccoli si annoverano solo 4 o 5 casi in tutt’Italia. Le difficoltà sono del tutto chirurgiche: sono rischi calcolati, è chiaro, ma sempre rischi. Sotto ai dodici mesi è impensabile agire perchè le strutture non sono ancora definite. L’intervento è stato reso possibile perchè noi abbiamo preso in carico la bimba sin dalla nascita: ci vogliono sei, sette mesi per preparare il paziente sia dal punto di vista fisico sia educativo»
L’operazione ha avuto un esito positivo. La bimba ha risposto bene ed è già tornata a casa. Dai suoi genitori: sordomuti e coraggiosi.


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Pubblicato il 10 Aprile 2002
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