Era una protesta annunciata da tempo contro i provvedimenti e le proposte della Lega Nord in tema di immigrazione ed extracomunitari, dagli asili nido riservati ai bambini padani, alla soppressione dell’assistenza sanitaria agli extracomunitari irregolari. Ieri sera, poco prima dell’inizio del Consiglio comunale, circa 100 persone (appartenenti a: Varese Social Forum, Caritas migrantes, ANOLF, sindacati, Ds, Sinistra giovanile, ARCI, PDCI, RC, La Comune, Nessuno Escluso, Coopuf, Cobas, Cub, Giovani Comunisti, Donne in nero) hanno presidiato con cartelli e striscioni l’entrata del Salone Estense. "Grazie Lega per averci resi ridicoli davanti a tutto il mondo", scritte in lumbard e in arabo e una serie di richieste precise: l’apertura in via Bernardino Luini dell’ambulatorio medico per gli immigrati senza documenti; il ripristino dello sportello immigrati sull’occupazione e per il ricongiungimento famigliare; il diritto di voto, in caso di referendum comunale, agli stranieri residenti in città.
Il Consiglio comunale, che all’ordine del giorno aveva due punti importanti, come il piano parcheggi e la riqualificazione edilizia dell’area intorno al Castello di Belforte, iniziava con un forte ritardo. Aperti i lavori dal presidente Marco Cerini, la protesta si spostava all’interno della sala, mettendo in crisi la prosecuzione della seduta. Bersaglio ideale dei manifestanti, vuoi per la collocazione politica, vuoi per la posizione fisica a ridosso del pubblico, diventava il consigliere leghista Binelli, all’indirizzo del quale venivano anche recapitati aeroplanini di carta con epiteti allegati. Il segretario cittadino leghista invitava più volte il presidente Cerini a sospendere il Consiglio e a far intervenire le forze dell’ordine all’interno della sala. «Il regolamento lo vieta», rispondeva Cerini « è mio dovere far continuare nel limite del regolamento il consiglio».
Agli appelli del capogruppo leghista rispondeva un consigliere suo ex compagno di partito, che ricordava le intemperanze dello stesso Binelli, non ancora consigliere comunale, in tempi non lontani. E dopo aver sedato attacchi di tosse collettivi, cani sfuggiti al controllo dei legittimi proprietari, e invitato i commessi comunali a togliere i manifesti appesi con il nastro adesivo alle colonne del Settecento, il presidente Cerini aggiornava la seduta a mercoledì prossimo.
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