|
Sarà lo stesso arcivescovo di Milano, Carlo Maria Martini, a guidare quest’anno il Cammino dei quattordicenni della diocesi al Sacro Monte di Varese il prossimo sabato, 13 aprile. Dalle 15.30 alle 19 circa, dunque, tutti i ragazzi dei gruppi parrocchiali che si preparano a celebrare la Pofessione di fede affolleranno le pendici della montagna varesina, come più di cinquemila loro coetanei fecero l’anno scorso. Il tema scelto dai responsabili della Fom e della pastorale giovanile è “Partire sulla fiducia della Parola di Gesù” e riprende l’icona biblica contenuta nel Vangelo di Luca 5,1-11 che proprio l’Arcivescovo ha consegnato a tutti con la sua lettera pastorale “Sulla tua Parola”. «Con il simbolo della salita al Sacro Monte – spiega la responsabile della Fom, Isa Santambrogio – vivremo il "prendere il largo", cioè scopriremo che la Parola è fatta per ciascuno di noi e che partendo dall’ascolto si può guardare avanti, aprirsi alla vita con fiducia. Non è facile farlo sentire ai nostri ragazzi, allora sfruttiamo una loro grande risorsa: gli amici, compagni dell’altra barca, e l’Amico più grande e più misterioso, Gesù». Il Cammino al Sacro Monte sarà una "giornata" molto importante per tutti i quattordicenni e per i loro educatori, perché saranno proprio loro a condurre i ragazzi a vivere una esperienza di Chiesa, dove si toccherà con mano che la forza dello Spirito Santo è sopra di noi e ci aiuta a crescere.
Il Cammino in realtà parte da lontano, dagli incontri che settimanalmente i ragazzi fanno nei loro oratori e poi dall’orizzonte più ampio che i giovani della diocesi hanno vissuto con il loro Sinodo: anche i 14enni sono infatti chiamati a farsi “Sentinelle del mattino”. «Infatti – spiegano alla Fom – il quattordicesimo anno d’età segna un passaggio importante nella vita di un adolescente: si entra a far parte del mondo giovanile e si iniziano a prendere impegni significativi a livello ecclesiale. La celebrazione della Professione di fede in questa età è una valida simbologia che illumina questo passaggio. Ci si espone, ci si mette in gioco, davanti al Signore e alla comunità ecclesiale adulta. Si dice, con parole e scelte adatte a questa età, che si affida la propria vita presente e futura, al Signore. Ci si fa "sentinella" pronta a vegliare affinché il Signore possa trovare la città (il mondo, la Chiesa) pronta ad accoglierlo». «Ai quattordicenni – conclude Isa Santambrogio -chiediamo di puntare in alto e di sentirsi sempre accompagnati dalla croce di Cristo. Puntare in alto, scegliere ciò che dà senso alla propria esistenza imparando a distinguere ciò che vale. Seguire la croce di Cristo dedicando tempo ed energie a conoscere e amare il Signore, attraverso la lettura del Vangelo e il cammino comunitario della Chiesa. Questi due elementi, che sono anche nel logo che contraddistingue il percorso, sono i punti chiave del loro cammino».
|
Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.