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Un anno tranquillo. Il 2001, sul fronte della lotta alla criminalità, non ha fatto registrare grandi scossoni. Lo dice un bilancio indicativo stilato dal commissariato di pubblica sicurezza di Gallarate. Presentato dal vicequestore Giovanni Broggini, il prospetto indica una sostanziale diminuzione dei furti denunciati rispetto al 2000 (da 213 a 135, meno 36,62%) e anche delle rapine (da 21 a 13, meno 38,10%). Un dato che fa piacere, anche se giunge in una settimana che ha visto due rapine consecutive a una banca della città. Episodi che fanno clamore ma che non farebbero statistica. L’allarme sicurezza a giudizio della pubblica sicurezza deve essere ridimensionato e riportato lungo i binari di una normale dialettica tra territorio e delinquenza. «Anche il fenomeno delle rapine in villa – spiega Broggini – non è stato così significativo a Gallarate». Niente azioni di mafia e grandi operazioni di criminalità organizzata: questo dicono le cifre. «Non significa che non esitano questi fenomeni – continua Giovanni Broggini – ma che certo non siamo di fronte a dati preoccupanti. Mi pare di poter dire che la prevenzione stia dando i suoi frutti e che il territorio sia sotto controllo». Le affermazioni del capo del commissariato trovano una ragionevole giustificazione nei dati che riguardano le sostanze stupefacenti. Negli anni scorsi Gallarate è stata il vero punto di riferimento dello spaccio, soprattutto nella zona della stazione ferroviaria. Segnalata da più parti come un vergogna per la città, la "casbah" della stazione è stata aggredita da continue operazioni di polizia e carabinieri. La droga sequestrata è così scesa a fronte di una attività di pattugliamento invariata: 35 chili di eroina contro i 111 del 2000, 4 chili di cocaina contro 1249. Se la droga pesante sembra aver deciso di girare al largo, o di prendere altre più complesse strade, è in leggero aumento invece la droga leggerissima come la marijuana. Le altre voci segnalate dalla polizia vedono una diminuzione di persone identificate, meno notizie di reato comunicate, meno denunce all’autorità giudiziaria, meno passaporti per effetto dell’11 settembre. Un dato curioso riguarda invece l’aumento di pistole in circolazione. 75 licenze rilasciate contro le 45 dell’anno scorso. Se il Governo darà ragione al ministro Martino, che auspica meno severità nella concessione del porto d’armi, questi numeri cresceranno di certo.
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