Una giornata memorabile

Anche il 118 dell’ospedale di circolo in prima linea per la tragedia del Pirellone. Una serata trascorsa in attesa della chiamata

"Ho pensato: è stato un attentato " A parlare è Sonia, la centralinista del 118 che per prima ieri sera ha risposto alla chiamata d’emergenza proveniente da Milano. La tragedia del Pirellone ha coinvolto anche i mezzi di soccorso dell’ospedale di Circolo di Varese "Mi hanno allertato con la frase: Un aereo sul Pirellone. Ero in macchina e subito il pensiero è corso a New York " Anche il responsabile del 118 il dottor Claudio Mare, in prima linea nei soccorsi, ha vissuto momenti d’angoscia davanti all’incredibile chiamata : "Nel giro di pochi minuti dei sette medici che coprono i turni del 118 eravamo presenti in sei.- spiega Mare – L’ultimo collega stava arrivando frettolosamente da Novara ma l’abbiamo bloccato. Abbiamo offerto a chi coordinava i soccorsi il nostro aiuto che consisteva in due automediche equipaggiate perfettamente per soccorrere almeno 30 pazienti gravi per ustioni, traumi o problemi respiratori e nove ambulanze. Ci hanno pregato di andare a Legnano e di attendere istruzioni."
Così il dottor Mare con il collega Zocchi e due infermieri professionali, Marinello e Destro, hanno atteso pazientemente la chiamata sino alle 23 "Già alle 22 ci hanno informati del cessato allarme, ma abbiamo atteso ancora qualche minuto per essere certi che l’emergenza fosse davvero finita." Momenti di attesa e di panico con notizie che si sovrapponevano e descrivevano scenari inquietanti. "A un certo punto è circolata la voce di un appello a medici ed infermieri perché si mettessero a disposizione. Abbiamo pensato ad una catastrofe e ci siamo messi in contatto con il centro che coordinava le operazioni. La voce era, fortunatamente, infondata e ci hanno ribadito di rimanere in preallarme. "
Intanto al centralino del 118 di Varese i telefoni si erano fatti roventi "Abbiamo avuto centinaia di telefonate di persone che volevano sapere, ma anche di tantissimi soccorritori che si mettevano a disposizione – ricorda Vincenzo, anche lui al centralino del servizio emergenza – La cosa mi ha agitato moltissimo, anche perché in sala sono arrivati numerosi dirigenti dell’ospedale."
Una serata memorabile , indubbiamente, ma anche molto istruttiva "Proprio quella mattina avevamo discusso di procedure d’intervento – ricorda il dottor Mare – e la sera siamo stati chiamati a metterle in pratica. Devo dire con risultati eccellenti: a parte qualche disguido tecnico, tutto è filato alla perfezione. Abbiamo avuto anche una lezione ulteriore: visto quello che è successo al centralino, abbiamo deciso che in eventuali e future situazioni simili allestiremo un’unità di crisi ad hoc. Troppe telefonate per mantenere uniti l’attività d’emergenza con l’ordinario."
Cessato l’allarme, quindi, il 118 analizza positivamente l’esperienza con un pensiero al prossimo 27 aprile: questa volta, però, si tratterà di un’esercitazione, la simulazione di incidente ferroviario a Laveno.

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Pubblicato il 19 Aprile 2002
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