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Un mese è passato dall’alluvione che ha interessato Cittiglio e Laveno e si stanno muovendo i primi passi per la messa in sicurezza dell’intera area in previsione di altre possibili precipitazioni. Indagato numero uno il corso del fiume Boesio le cui acque, lo scorso 3 maggio, invasero l’ospedale di Cittiglio, provocandone una parziale evacuazione. Già nelle scorse settimane il comune di Laveno Mombello e la Comunità Montana della Valcuvia incontrarono i cittadini del quartiere lavenese del Molinetto, duramente colpito dall’esondazione, dove, oltre alle abitazioni private, anche la manifattura Monterosa ha subito danni per miliardi di lire. Della situazione attuale abbiamo chiesto un commento a Giuliano Besana, assessore alla protezione civile della Comunità Montana della Valcuvia. «Attualmete il ruolo della Comunità Montana è quello di coordinare le singole amministrazioni locali – ha commentato l’assessore. Si sono invitati i comuni interessati dal corso del Boesio a segnalare entro la fine di questa settimana i danni subiti alla rete fognaria e alla viabilità. Il nostro ente si è invece occupato di censire i danni sui corsi d’acqua secondari e relativi ai principali movimenti di dissesto idrogeologico». Alla luce di quanto avete finora appreso qual è la situazione?
«In alcuni tratti il fiume Boesio può essere ancora a pericolo esondazione, dato il riempimento dell’alveo provocato dalla discesa a valle dei detriti presenti sui rilievi – ha continuato Besana. Per questo motivo abbiamo chiesto al magistrato del Po che venga emessa un’ordinanza per dragare il letto del fiume al fine di evitare una nuova esondazione. Inoltre riteniamo prioritario un vero e proprio coordinamento tra enti che possa far fronte a tutti gli interventi sul corso del fiume. Il Boesio nasce a Cuveglio e interessa numerosi comuni, e tre enti distinti: la Comunità Montana, lo stesso magistrato del Po, e il genio civile. E’ ora di creare un tavolo comune o di porre tutto il corso sotto la giurisdizione di un solo ente». Quali interventi avete finora intrapreso come Comunità Montana? «Sono stati effettuati degli interventi a monte del tratto di fiume esondato – ha concluso Besana – nella zona tra Cuvio e Casalzuigno. Per questo abbiamo dato fondo alle riserve d’emergenza della Comunità Montana per un valore complessivo di 100 mila euro. Ho chiesto al direttivo comunitario di poter utilizzare l’intero avanzo di amministrazione di 120.000 euro e di poter spendere, non appena erogati, i finanziamenti del Bacino Imbifero (BIM) per 170.000 euro da destinare alla zona montana di Cittiglio»
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