Arcisate-Stabio, prevale la variante “A”

Entro la metà di luglio si riunirà di comitato di coordinamento. Marsico: "il trasporto merci si deve uniformare alle esigenze del territorio"

A poco più di due mesi dalla presentazione ufficiale dei progetti di tracciato della tratta ferroviaria Arcisate-Stabio giungono i primi riscontri dalle amministrazioni locali in merito alle osservazioni sulla tipologia dei percorsi che la strada ferrata seguirà per mettere in collegamento le ferrovie italiane con quelle svizzere.
Dal Dipartimento del Territorio del Ticino, ente che sta occupandosi di coordinare la progettazione del tracciato, fanno sapere di essere oramai già a buon punto per quanto riguarda le osservazioni degli enti locali interessati. Dei comuni da parte sia italiana che svizzera interessati al progetto, l’80% ha già inviato le osservazioni rispetto ai tracciati presentati a Villa Recalcati lo scorso marzo, esprimendo la preferenza – salvo qualche eccezione – per la variante "A". Allora, come si ricorderà, dei cinque tracciati originari prevalse questa variante, presentata come quella meglio confacente alle esigenze della linea.
Quasi di sette chilometri il tragitto, che partirà dalla stazione di Arcisate per attraversare la Valle della Bevera lungo un ampio viadotto. La linea imboccherà poi un tunnel per giungere, semi interrata, alla stazione di Gaggiolo; da qui si dirigerà verso Stabio, affiancandosi alla prevista nuova strada Stabio-Gaggiolo, per raggiungere la linea esistente.
Un progetto importante che permetterà di alleggerire il trasporto su rotaia nell’Alto Varesotto, ma che allo stesso tempo non fa abbassare la guardia agli amministratori locali. Secondo Luca Marsico, presidente della Comunità Montana Valceresio, l’attenzione sul futuro della linea va posta rispetto al ruolo del trasporto merci. "Ove ci fosse una progettazione in tal senso – afferma Marsico – essa deve uniformarsi alle esigenze del territorio. Non vi è da parte nostra un rifiuto apodittico all’ulteriore espansione del tracciato rispetto al trasporto delle merci: chiediamo un’attenta valutazione all’impatto sul territorio, come del resto viene chiesto dalle singole amministrazioni".
A sciogliere la perplessità circa il ruolo del trasporto merci lo stesso ingegner Maurizio Giacomazzi del Dipartimento del Territorio del Canton Ticino. "Gli enti committenti – spiega Giacomazzi – ossia le Ferrovie Italiane e Svizzere, la Regione Lombardia e il Canton Ticino, hanno fin dall’inizio evidenziato come la vocazione principale della tratta sia quella di trasportare persone. I convogli merci ci saranno, ma saranno limitati alle esigenze delle industrie locali: non sarà previsto il "transito" dei merci, che continueranno a viaggiare sulla Luino-Bellinzona".

E i tempi di realizzazione del progetto? "Alla metà di luglio si riunirà il Comitato di Coordinamento cui verranno presentate le osservazioni dei comuni – conclude Giacomazzi. Dopo le vacanze estive partirà la seconda fase, ossia l’allestimento del progetto preliminare che consentirà anche di effettuare più precise valutazioni sui costi dei lavori".

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Pubblicato il 11 Giugno 2002
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