Paure via radar

Un apparecchio militare potentissimo dentro lo stabilimento Agusta crea allarme. Due consiglieri regionali annunciano battaglia

Per l’azienda non ci sarebbero problemi ma i lavoratori dell’Agusta insistono: il nuovo radar che sta per essere installato nello stabilimento è pericoloso. Per i lavoratori e per la popolazione. La posizione dei "lavoratori per la sicurezza" è condivisa da due consiglieri regionali, Daniele Marantelli (Ds) e Giovanni Martina (Prc), che hanno inviato al consiglio regionale una interrogazione per chiedere la verifica dei guai che il radar potrebbe combinare: problemi alla salute e interferenza con i sistemi di Malpensa.
Il tira e molla tra azienda e rappresentanze dei lavoratori va avanti da febbraio, mese in cui un’assemblea in fabbrica ha portato alla luce la volontà di Agusta di installare a 20 metri da una palazzina uffici di Cascina Costa (Rig EH101) il potentissimo apparecchio. L’installazione ha carattere militare e pertanto i termini precisi della sua configurazione non sono stati resi noti; l’unica informazione disponibile è che sarà utilizzata a bordo di elicotteri. Secondo quanto però hanno chiarito i rappresentati della sicurezza, si dovrebbe trattare di un radar di 20 kilowatt, dotato di antenna alta 80 centimetri e larga 298 centimetri, con un raggio d’azione mobile a 360 gradi. 
«Vorremmo sapere perché l’azienda ha deciso di installarla a Cascina Costa» hanno chiesto Martina e Marantelli. La procedura non è considerata usuale. Agusta si avvale infatti generalmente di siti per i test all’aperto lontani dai centri abitati e le prove dei radar in azienda si svolgono con una sorta di tappo per evitare la fuoriuscita di microonde. In realtà, le Rls (rappresentanti lavoratori per la sicurezza) un’idea se la sono fatta. L’obiettivo sarebbe infatti quello di renderlo visibile ai visitatori-clienti, che potrebbero in questo modo ammirare direttamente in azienda le sue qualità. 
Negli ultimi mesi i lavoratori hanno richiesto l’intervento dell’Asl, la quale ha successivamente comunicato che prima di qualsiasi valutazione dovrà attendere i risultati di un’analisi dei rischi condotta dall’azienda. Ma le paure rimangono. 
Solo un anno e mezzo fa un’inchiesta della stampa tedesca rivelò una serie di decessi per tumore di militari, addetti ai sistemi radar, con età media 40 anni. Il ministro della difesa tedesco Sharping definì i risultati dell’inchiesta incontestabili. Oggi, Marantelli e Martina annunciano che, dopo aver coinvolto la Regione, andranno avanti con qualsiasi iniziativa che possa sollevare l’attenzione su questa vicenda. Si ripropone ancora una volta il caso dell’inquinamento elettromagnetico, ma con numeri, se si vuole, ancora più allarmanti. Le rappresentanze citano infatti un dato a sostegno delle ansie dei lavoratori. L’antenna di Radio Vaticana che allarmò l’opinione pubblica lo scorso anno ha una potenza di 1 kilowatt. Il radar Agusta avrà invece a sua disposizione 20 kilowatt. 


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Pubblicato il 14 Giugno 2002
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