Valle della Bevera, Legambiente chiede la “rinaturalizzazione”
Soddisfazione da parte degli ambientalisti per la cessazione degli scarichi abusivi nei pressi del laghetto delle Torbiere
In una lettera dello scorso sette maggio Legambiente Valceresio segnalò una discarica di materiale di scarico in una zona umida della Valle della Bevera. In particolare la zona incriminata era nel comune di Arcisate nei pressi del Laghetto delle Torbiere, una zona protetta e di sicuro interesse ambientale. A fronte dei camion che si recavano per la discarica dei rifiuti "inerti" Legambiernte chiedeva un intervento da parte delle autorità per mettere fine allo scempio.
«Le zone umide – si leggeva nella missiva inviata alle autorità locali – sono sottoposte a un continuo calvario, talvolta ad opera di agricoltori che vogliono "bonificarle" per coltivare granoturco. Per esempio la stessa riva del fiume un po’ più a nord, cioè un po’ più distante dalla strada verso il Laghetto delle Torbiere, è già stata riempita qualche anno fa. Il fatto è particolarmente grave perché, oltre a distruggere il biotopo, toglie al Cavo Diotti, sub-affluente dell’Olona, una zona di esondazione naturale. In questi tempi di alluvioni sempre più dannose e sempre più frequenti è una grave responsabilità distruggere e lasciar distruggere le zone in cui i fiumi si spagliano, perché questo rende più rovinose le alluvioni a valle. Queste zone umide, dal punto di vista economico, rendono molto di più se rimangono incolte».
Ad una uova comunicazione, sempre da parte dell’associazione ambientalista, che prende atto della cessazione della discarica di rifiuti, grazie all’intervento del sindaco di Arcisate, che ha disposto la sospensione in via cautelativa i lavori che interessavano la zona. Legambiente, da sempre molto attiva proprio in questo territorio, non sembra tuttavia fermarsi qui, dicendo "no" a diserbanti e azoto vicino ai corsi d’acqua, in particolare nel Bacino imbrifero della Bevera, fonte importante di approvvigionamento. «Sarebbe ora – dicono dall’associazione ambientalista – di registrare, in Valceresio e altrove, una salutare inversione di tendenza nel modo di trattare le preziose zone umide. Iniziamo da qui! Per queste ragioni, oltre che per quelle elencate nella nostra precedente lettera, chiediamo il ripristino dello stato dei luoghi e la loro rinaturalizzazione».
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