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È nato nel febbraio scorso ma al suo attivo vanta già alcuni successi. Stiamo parlando del Tribunale per la Tutela della Salute, un’organizzazione non profit che si mette al servizio dei cittadini alle prese con casi di malasanità. A capo dell’organizzazione Iolanda Medici, un importante passato all’interno del Tribunale del Malato, che ha voluto rinnovare il suo impegno sollecitata dalle tante ingiustizie e dai dolorosi errori che avvengono nel pianeta sanità. Per avviare il nuovo servizio, Iolanda Medici ha fatto appello a volontari, persone interessate o vittime di episodi tristi, per vigilare, anche a suon di carte bollate, sull’operato di medici e infermieri. E a Varese, Iolanda Medici ha incontrato Flavio Timossi che nel 1998 vide morire la moglie Maria Grazia Busletta, in un letto del reparto di ginecologia dell’ospedale di Cittiglio, a causa di un tumore non diagnosticato. Rimasto solo, Flavio Timossi si rivolse alla magistratura per avere chiarezza. E proprio in questa sua battaglia legale incappò in un avvocato di Milano che poi lo convinse ad aderire all’organizzazione nel nome di una sanità migliore. Oggi Timossi, ottenuta giustizia con la sentenza che lo scorso 3 aprile ha condannato il medico che aveva in cura Maria Grazia, oggi si aggira nei locali di viale Monterosa, dove l’ospedale di Circolo ha messo a disposizione uno spazio per avviare la sede varesina del Tribunale per la Tutela della Salute. «L’inaugurazione ufficiale è prevista per il prossimo settembre. Abbiamo già alcuni volontari che si sono resi disponibili ad alternarsi al telefono. La nostra associazione vuole limitare i problemi e le sofferenze a tutti coloro si devono rivolgere alle strutture sanitarie.» Il Tribunale ha già attivato un sito internet www.tribunaletutelasalute.it in cui vengono spiegate le finalità dell’organizzazione, le attività attuale e quelle future.
Attualmente il Tribunale ha già avviato sedi a San Donato Milanese e a Desio, mentre sono imminenti le aperture a Milano presso il Fatebenefratelli, a Lecco e a Como. «Con la riforma della sanità ci attendiamo un aumento notevole del nostro lavoro – commenta Flavio Timossi – pensiamo, per esempio, a tutti i pazienti dimessi che avrebbero bisogno di strutture riabilitative attualmente assenti sul territorio, o ai malati cronici. Sicuramente, avremo un bel daffare anche a selezionare le domande che ci pervengono , perché non sempre le rimostranze sono legittime. Cercheremo sempre di avere ben presente l’andamento di ogni reparto e i tempi d’attesa dei vari esami. Fino ad oggi l’ospedale di Circolo ci ha offerto grande collaborazione». Malasanità attenta: un nuovo Tribunale veglia su di te.
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