Il male dei piccoli comuni? “Cedere ai particolarismi”

Diversi gli esempi del rapporto tra partecipazione e rappresentatività nei piccoli centri della provincia. Botta e risposta tra l'ex sindaco di Galliate e l'assessore responsabile dello strappo

Spesso, in provincia, e soprattutto nei piccoli comuni, si vivono dei paradossi. Da un lato vi sono paesini dove la partecipazione politica supera la rappresentatività degli stessi elettori in consiglio comunale, dall’altro si vivono episodi di disaffezione alla politica e alla vita amministrativa del paese, preferendo lasciare a commissari esterni la gestione dell’amministrazione comunale.

Primo caso, Castello Cabiaglio, nel cuore del Campo dei Fiori: 450 anime, molte di meno quelle che hanno diritto al voto, e 180 firme raccolte per opporsi alla realizzazione di 16 box da parte dell’amministrazione comunale, con ricorsi al Tar e promessa di dare battaglia da parte dei promotori della protesta. Una percentuale quasi bulgara, insomma, di cittadini interessati ad opporsi alle scelte dell’amministrazione e risolvere la questione, benché i lavori siano già iniziati da tempo.
Addirittura una lettera inviata qualche giorno fa al senatore Piero Pellicini e al neo assessore provinciale Francesco Pintus per informarli della vicenda da parte di Franca Schiavi, promotrice della raccolta firme.

L’altra faccia della medaglia è Galliate Lombardo, 800 abitanti. Lunedì scorso il sindaco si vede sgretolare la maggioranza sotto gli occhi, con tre suoi uomini – assessore compreso – che lo sfiduciano in consiglio comunale appoggiati da 4 consiglieri di minoranza. Risultato: commissario prefettizio, che avrà, tra l’altro, il compito di approvare il conto consuntivo 2001 dove si conta un avanzo di amministrazione di ben 251 milioni, "risparmiati" per la costruzione della posta.

«E’ tutta colpa dei particolarismi – afferma lo stesso "ex" sindaco Claudino Luini, 17 anni da amministratore, negatosi alla stampa per qualche giorno e disposto a commentare la vicenda non ancora ripresosi dalla batosta – che spesso mettono in primo piano interessi personali alle scelte dell’amministrazione, proprio come è avvenuto a Galliate». 
A rispondergli Remo Marini, l’assessore che ha dato il ben servito all’amministrazione. «Nessun problema in questi tre anni di governo cittadino – afferma Marini, da dieci anni in consiglio comunale – fino a quando nella giunta dello scorso 15 maggio sono arrivate 8 varianti al piano regolatore proposte dai cittadini. Di queste, solo una sarebbe stata approvata, mentre le altre sette avrebbero subito uno stralcio, così da andare a beneficio solo di una piccola parte dei cittadini. Questo l’ho ritenuto inaccettabile, oltre ad altre questioni relative alla gestione del personale comunale». E ancora: «il sindaco parla di particolarismi? Si faccia un esame di coscienza».

Un botta e risposta che lascia di fatto i cittadini di Galliate privi di rappresentanza. Si disaffezioneranno alla politica? Si spera di no. Intanto l’ex sindaco parla già di rimettere in piedi una lista da presentare alle prossime elezioni.


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Pubblicato il 08 Luglio 2002
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