Inondazioni e viabilità, per Bregazzana questioni di sopravvivenza
Con la pioggia l'acqua puntualmente invade case e cantine. Un vero fiume che scende dall'Alpe Ravetta e si riversa nell'abitato
Temporali e matrimoni, due situazioni che gli abitanti di Bregazzana eviterebbero volentieri. Nulla contro Giove Pluvio e nessuna preclusione verso i fiori di arancio. Stiamo parlando di due problemi, le inondazioni e la viabilità, che attanagliano ormai da decenni il vecchio borgo inserito nel Parco del Campo dei Fiori. "Una questione di sopravvivenza" così la definiscono gli stessi abitanti. Con la pioggia l’acqua puntualmente invade case e cantine. Un vero fiume che scende dall’Alpe Ravetta e si riversa nell’abitato. Oltre al danno c’è poi anche la beffa, perché la viabilità all’interno del paese è talmente angusta e difficoltosa da creare seri problemi ai mezzi di soccorso chiamati ad intervenire in caso di bisogno. Questi i temi principali che hanno animato la seconda seduta del consiglio di circoscrizione numero 3. Di fronte a un buon numero di cittadini residenti a Bregazzana il presidente Enzo Russo (Fi) (nella foto) ha preso l’impegno di portare le due questioni in consiglio comunale e di trovare una soluzione in breve tempo. Un impegno concreto: «io non sono qui a farmi prendere in giro. Altrimenti saranno dimissioni». I cittadini non sono sembrati altrettanto speranzosi, visto che questi problemi sono noti ormai da molti anni all’amministrazione comunale. Giuseppe Motta, che è nato e vive tuttora a Bregazzana, sorride, più rassegnato che divertito dai fiumi di parole e dalle dichiarazioni d’intenti. «Parole e nessuno muove un dito. Io di mia spontanea volontà salgo verso l’alpe Ravetta e vado a pulire le griglie e i tombini. Abito in via Pasetti e ad ogni pioggia mi aspetto il peggio: allagamento della cantina e della casa. Ho dovuto alzare un piccolo argine di catrame, brutto a vedersi, davanti all’ingresso per evitare che l’acqua mi sfondi la porta e invada l’abitazione. Un tempo c’erano dei piccoli canali di sfogo ogni cento metri ai lati della strada che dirottavano l’acqua verso i prati, oggi non ci sono nemmeno quelli».
Sul fronte viabilità i tempi sembrano ancor più dilatati . Di una bretella, infatti, che colleghi Bregazzana alla strada provinciale se ne parla da almeno 25 anni. «Bisogna provare a venire da noi – conclude Motta- quando c’è un matrimonio all’agriturismo "I Mirti". Se uno non conosce la strada e non è un buon autista sulla curva a gomito nel centro del paese rischia di bloccare tutto il traffico, con disagi notevoli agli abitanti del posto. Per non parlare di quando i mezzi dei vigili del fuoco, della protezione civile o un’autoambulanza devono raggiungere la parte alta del paese. Uno rischia di morire prima che arrivino i soccorsi e comunque sono costretti a passare nelle proprietà private per poter raggiungere alcune zone». Per la bretella sarebbe già stato avviato uno studio di fattibilità, ma sulla stessa il Parco del campo die Fiori avrebbe già manifestato qualche perplessità. |
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Questi i temi principali che hanno animato la seconda seduta del consiglio di circoscrizione numero 3. Di fronte a un buon numero di cittadini residenti a Bregazzana il presidente Enzo Russo (Fi) (nella foto) ha preso l’impegno di portare le due questioni in consiglio comunale e di trovare una soluzione in breve tempo. Un impegno concreto: «io non sono qui a farmi prendere in giro. Altrimenti saranno dimissioni». I cittadini non sono sembrati altrettanto speranzosi, visto che questi problemi sono noti ormai da molti anni all’amministrazione comunale. Giuseppe Motta, che è nato e vive tuttora a Bregazzana, sorride, più rassegnato che divertito dai fiumi di parole e dalle dichiarazioni d’intenti. «Parole e nessuno muove un dito. Io di mia spontanea volontà salgo verso l’alpe Ravetta e vado a pulire le griglie e i tombini. Abito in via Pasetti e ad ogni pioggia mi aspetto il peggio: allagamento della cantina e della casa. Ho dovuto alzare un piccolo argine di catrame, brutto a vedersi, davanti all’ingresso per evitare che l’acqua mi sfondi la porta e invada l’abitazione. Un tempo c’erano dei piccoli canali di sfogo ogni cento metri ai lati della strada che dirottavano l’acqua verso i prati, oggi non ci sono nemmeno quelli».
La cosa secondo il consigliere di minoranza Costantino Caruggi (Lista Fassa) sarebbe ancora più inspiegabile alla luce degli investimenti necessari a risolvere il problema. «Non si capisce perché si aspetta ancora, non si tratta mica di fare il ponte sullo Stretto di Messina. Per risolvere questa situazione occorrono una sessantina di milioni per la manutenzione delle griglie e per la sistemazione del percorso dell’acqua con appositi canali di sfogo».





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