Asilanti: non ci sono più soldi

Un convegno, una mostra e un concerto vogliono attirare l'attenzione sulla questione degli asilanti. Il progetto, partito lo scorso anno per dare accoglienza a quanti fuggono da guerre e violenza, è a rischio

Allarme: i soldi stan finendo. Il programma nazionale asilo, che ha debuttato l’estate del 2001, naviga in pessime acque. La rete, che aveva promosso 57 progetti su tutto il territorio italiano, dal primo gennaio scorso ha visto diminuire di un terzo i finanziamenti e per la prossima stagione non ha spiragli di speranza: «Possiamo solo appellarci ad un emendamento alla finanziaria – spiega Nadan Petrovic segretario del Programma – o alla distribuzione dei fondi dell’8 per mille». Che la situazione sia allarmante ne è cosciente anche il Ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu che ha promesso di chiedere 500 miliardi di vecchie lire in più per attuare la "Bossi-Fini", anche se la delicata situazione economica italiana non lascia spazio all’ottimismo.
Per risvegliare le coscienze sul tema dell’accoglienza agli asilanti è stato organizzato un convegno nella sede della Provincia. A dirigere i lavori la Caritas e la cooperativa Farsi Prossimo, in prima fila nell’accoglienza dei profughi, che hanno fatto il punto della situazione anche alla luce della nuova normativa in tema di immigrazione. Decisamente negativo il giudizio espresso da Le Quyen Ngo Dinh della Caritas Italiana: «A tutt’oggi non c’è chiarezza su come saranno organizzati, quanti saranno e come verranno finanziati i centri d’accoglienza. Non sappiamo quali saranno i collegamenti tra i cosiddetti "centri di identificazione" e quelli di accoglienza. Come Caritas ci hanno coinvolto prospettandoci interventi limitati nel tempo, ma poi abbiamo scoperto che le situazioni si dilatano. È paradossale che a fronte di un aumento di richiedenti asilo ci sia ancora ignoranza su cosa prevede la legislazione».

E se la situazione è preoccupante a livello generale, per il varesotto siamo in presenza di realtà a rischio chiusura. Parliamo del centro di Via Pola, unico sul territorio riservato agli uomini soli, che a fine anno dovrà chiudere per mancanza di fondi. Su questo tema l’Assessore provinciale alle Politiche Sociali Rienzo Azzi assicura interessamento: «Come Provincia noi possiamo solo attivarci per coordinare le attività. Io mi impegno personalmente ad avviare un tavolo con tutti i soggetti interessati, istituzioni pubbliche, volontariato e privati, per riuscire nel più breve tempo possibile a garantire la prosecuzione del progetto».
Il problema non è di poco conto. La presenza di Malpensa trasforma il territorio in una zona di confine internazionale. «Negli appartamenti che abbiamo – afferma Roberto Guaglianone della cooperativa Farsi Prossimo – in un anno sono transitate una cinquantina di persone. Ad oggi almeno una decina sono sistemate con un lavoro ed un alloggio propri».
Un successo anche a livello nazionale: in un anno sono stati 2900 i profughi che hanno usufruito del programma.  
Un successo che non vede futuro…


Tutti gli eventi

di marzo  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 20 Settembre 2002
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.