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Una preghiera commossa, sentita. La città di Varese si è stretta attorno al corpo dei Vigili del Fuoco che questa mattina ha voluto commemorare le vittime di un anno fa: tanti colleghi periti mentre tentavano di soccorrere le migliaia di persone intrappolate nelle Twin Towers. Molta gente comune, ma anche i rappresentanti della vita politica e sociale della nostra città hanno ritagliato uno spazio tra i propri impegni per dimostrare cordoglio e solidarietà ad un corpo che fa del rischio il proprio lavoro quotidiano. Nell’omelia, Monsignor Peppino Maffi ha invitato i presenti a pregare per non disperdere le risorse che si hanno nel cuore mettendole a disposizione del prossimo come segno di speranza per una società migliore. Al momento di preghiera voluto dai Vigili del Fuoco hanno partecipato le autorità cittadine, con l’eccezione del sindaco e del presidente della Provincia che si sono fatti rappresentare da assessori. Dal comandante dei carabinieri al questore, al presidente della Camera di Commercio a quelli delle diverse associazioni di categoria, alle crocerossine, tutti, al termine della Messa, hanno voluto esprimere riconoscenza al comandante dei Vigili del Fuoco. In piazza San Vittore le autobotti dei pompieri, simbolo oggi di uno spirito di abnegazione che i presenti, compresi i passanti distratti, non hanno potuto fare a meno di riconoscere.
E nel pomeriggio, presso la sede provinciale della regione, tutte le autorità della provincia si sono date appuntamento alle 14.48 sotto la bandiera americana. Un minuto di silenzio, mentre la tromba suonava il silenzio, è stato il tributo che sindaci, assessori, consiglieri regionali, dirigenti delle aziende sanitarie, forze dell’ordine e cittadini, anche americani, hanno voluto esprimere in questo giorno della memoria. A corredo solo poche, espresse dal vice presidente del consiglio regionale Giuseppe Adamoli, di Monsignor Peppino Maffi, del vice presidente della Provincia Giorgio De Wolf e del sindaco di Varese Aldo Fumagalli. Una giornata per non dimenticare le vittime e lo sconcerto per un atto impensabile.
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