Il sindaco che sposò l’Udc deve placare l’ira di An
Da postfascista a neodemocristiano. La strana parabola di Giarola, che adesso ha un mese di tempo per farsi perdonare la "scappatella"
Gianluca Giarola (foto) ha una storia politica bizzarra. E’ stato postfascista, senza mai essere stato fascista, e oggi è un neodemocristiano, che però non ha mai fatto parte della Dc. Il suo passaggio da An all’Udc ha creato un piccolo terremoto nella sua maggioranza, che oggi conta sindaco e vicesindaco del partito di Casini e Buttiglione, due assessori a Forza Italia e uno solo ad Alleanza Nazionale. Il partito del presidente provinciale Luca Ferrazzi ha così puntato i piedi, soprattutto di fronte ai centristi che, con un colpo di fortuna tipicamente democristiano, si sono ritrovati a capo di un piccolo comune di quasi 5000 abitanti, zeppo però di "fabbrichette", di attività economiche, di relazioni industriali con il centro dell’Europa. Giarola ha adesso un mese di tempo per salvare la sua giunta, portare in consiglio il bilancio preventivo (il 20 novembre) e ottenere il via libera da parte delle segreterie. Ce la farà? «Sono fiducioso – dice – c’è un tavolo aperto con le segreterie dei partiti, la trattativa è avviata». Giarola non gradisce "ribaltini" o dimissioni di assessori (la gente non capirebbe), piuttosto un ingresso con qualche delega anche importante di un uomo di An, deciso però a tirare la carretta fino alla scadenza di mandato, tra un anno e mezzo. «Ho chiesto alle segreterie dei partiti di condividere il bilancio» spiega il primo cittadino, alla ricerca di un consenso ampio al nuovo corso stile biancofiore. La decisione di abbandonare An risale a febbraio, anche se è stata ufficializzata in primavera. I motivi sono noti. Il sindaco aveva una linea non troppo a destra. Da qui la scelta di trasmigrare in un partito che avesse una forte componente sociale e solidaristica, aiutato anche dal rapporto personale con il senatore Graziano Maffioli, sindaco di Casale Litta particolarmente caro a Giarola. «Procedo con cautela – osserva – Alleanza Nazionale ha due consiglieri comunali e il loro voto è decisivo per approvare il bilancio. Abbiamo bisogno di nove voti. Sto cercando un accordo con i partiti a tutto campo. Se mettono una firma sul nostro bilancio, vuole dire che ci credono e che ci daranno sostegno. Altrimenti ce ne andiamo a casa. Ma io non ho problemi. Non sono attaccato alla poltrona. Se non ci stanno andrò a fare l’operaio». Il sindaco-operaio potrebbe essere una buona scelta di marketing ma ci ha già pensato qualcuno. Giarola è giovane, affabile e ha un’ottima capacità di comunicare. Per l’Udc è un acquisto d’oro. Prima di mandarlo a casa, la maggioranza, ci sta pensando tre volte. |
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Gianluca Giarola (foto) ha una storia politica bizzarra. E’ stato postfascista, senza mai essere stato fascista, e oggi è un neodemocristiano, che però non ha mai fatto parte della Dc. Il suo passaggio da An all’Udc ha creato un piccolo terremoto nella sua maggioranza, che oggi conta sindaco e vicesindaco del partito di Casini e Buttiglione, due assessori a Forza Italia e uno solo ad Alleanza Nazionale. Il partito del presidente provinciale Luca Ferrazzi ha così puntato i piedi, soprattutto di fronte ai centristi che, con un colpo di fortuna tipicamente democristiano, si sono ritrovati a capo di un piccolo comune di quasi 5000 abitanti, zeppo però di "fabbrichette", di attività economiche, di relazioni industriali con il centro dell’Europa. Giarola ha adesso un mese di tempo per salvare la sua giunta, portare in consiglio il bilancio preventivo (il 20 novembre) e ottenere il via libera da parte delle segreterie. Ce la farà? «Sono fiducioso – dice – c’è un tavolo aperto con le segreterie dei partiti, la trattativa è avviata». Giarola non gradisce "ribaltini" o dimissioni di assessori (la gente non capirebbe), piuttosto un ingresso con qualche delega anche importante di un uomo di An, deciso però a tirare la carretta fino alla scadenza di mandato, tra un anno e mezzo.





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