Lavoratori extracomunitari: conoscerli per apprezzarli

Partirà a Varese, e in altre province lombarde, un progetto sperimentale per inserire gli stranieri nel mercato del lavoro. Tre le fasi del percorso che parte da una migliore conoscenza del singolo

Conoscere meglio gli extracomunitari per farli entrare nel mondo del lavoro. È questa la principale finalità di un progetto finanziato dal Dipartimento delle politiche Sociali e Previdenziali del Ministero del Welfare.
Si tratta di un percorso in tre fasi che sperimentalmente verrà avviato in alcune città campione, Varese, Milano, Lecco e Bergamo, per poi essere esteso, in caso di risposte affermative, a tutto il territorio nazionale.
Come dicevamo all’inizio, punto di forza è proprio la conoscenza del singolo lavoratore extracomunitario, iscritto alle liste di disoccupazione. Al di là dei dati riportati nelle liste, il progetto prevede un colloquio intervista per meglio capire chi è il lavoratore, il suo titolo di studio, le sue aspirazioni, cioè un colloquio che svisceri ciò che spesso, per timore o per scarsa fiducia in sé stessi, gli stranieri minimizzano. Le interviste, che a Varese saranno cento, verranno realizzate dall’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità della Regione Lombardia che si avvarrà della collaborazione dei diversi Osservatori locali istituiti a livello provinciale.
Una volta delineati i profili dei lavoratori, si creeranno sportelli ad hoc dove domanda ed offerta potranno incrociarsi con maggiori probabilità di successo. Ogni servizio verrà modulato in base ad esigenze mirate.
Al termine del percorso, si misurerà la bontà del progetto in base ai livelli di occupabilità: i lavoratori dovranno dire quanti curricula hanno spedito, quanti colloqui hanno sostenuto, quante offerte hanno ricevuto.
Sulla base di questi risultati, si valuterà il progetto.
Il percorso dovrebbe avvenire nel giro di un anno. 
La scelta della Regione Lombardia, per seprimentare questo progetto, è dovuta all’attuale assetto economico – sociale del territorio che richiama la più alta percentuale di immigrati.
Nel 2000 l’aumento medio nazionale degli immigrati è stato del 10, 9%, in Lombardia lo stesso dato è arrivato al 16%. La principale ragione di questo fenomeno è costituita dalle esigenze del mercato del lavoro lombardo, bisognoso di un supporto occupazionale aggiuntivo che gli permetta di mantenere i ritmi di produzione; in Lombardia, infatti, su 10 permessi di soggiorno rilasciati, 7 sono per motivo si lavoro. 

In provincia di Varese le persone provenienti da paesi non comunitari e iscritte ai Centri per l’Impiego nel 2001 sono state 1237, di cui 703 donne. La comunità più rappresentativa è quella marocchina, seguita dall’albanese e dalla tunisina. Circa il 70 % del totale degli iscritti ha un’età superiore ai 30 anni. Quasi tutti si propongono come operai generici: sarà perciò compito degli operatori dei Centri per l’Impiego individuare precedentemente i settori professionali con maggiore esigenza di manodopera per poter indirizzare coerentemente le persone immigrate coinvolte nel progetto.

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Pubblicato il 09 Ottobre 2002
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