Centro chiuso, Ascom appoggia la giunta

Chiesti però sgravi fiscali per i negozi penalizzati e un parcheggio-silos nell'area cantoni

Avrà sentito rumore di campane a festa nelle orecchie, il sindaco Mucci, mentre i commercianti parlavano con favore dei lavori di pavimentazione del centro. L’Ascom ha infatti ufficializzato la propria posizione sulle sistemazioni urbanistiche decise dall’amministrazione. 
I commercianti hanno discusso nel loro consiglio direttivo e sono arrivati alla conclusione che la scelta di pavimentare il centro storico è giusta. L’associazione ha chiarito di parlare a nome dei propri associati, il 67% degli esercenti gallaratesi (percentuali più o meno confermate anche nel centro città). 

Un giudizio deciso, quello dello storico sodalizio di via Vespucci, ma tutto sommato prevedibile, dato che la pavimentazione e riqualificazione del centro storico, al di là dei disagi contingenti di questi giorni, è l’ultima ciambella di salvataggio per un centro storico aggredito dall’incuria degli ultimi anni e dalla muraglia di centri commerciali che circonda la città.
Ascom sottolinea come sia sempre stata favorevole al progetto di riqualificazione, tanto da aver affidato, già nel 1998, un progetto allo studio del professor Manzoni, professionista di fama internazionale. 
Ma ecco le richieste al sindaco. In primo luogo i parcheggi a corona, unica condizione per accettare una chiusura pedonale, ritenuta tuttavia ineluttabile, nei prossimi anni. «Mi sembra sbagliato pensare a un parcheggio sotterraneo in piazza Garibaldi – ha detto il vicepresidente dell’associazione Delio Riganti – più utile mi pare invece un silos nell’area cantoni». Via Magenta rappresenterebbe infatti un parcheggio particolarmente adatto a chi proviene da Samarate e Lonate, mentre piazza Europa sarebbe utilizzata da chi arriva da Varese e Somma.
Ma la proposta più innovativa riguarda gli sgravi fiscali per i negozianti delle vie bloccate dai lavori in corso. «Non pensiamo all’Ici – ha affermato Fabio Lunghi, responsabile comunicazione – perché non tutti hanno i locali di proprietà, ma ad altre soluzioni, come ad esempio la tassa rifiuti».
Insomma, l’apertura di credito di Ascom è forte. Sotterrata l’ascia di guerra degli scorsi anni, il nuovo consiglio direttivo ha deciso di ricordarsi solo delle cose positive e mettere in un cassetto i dissapori. 
E che l’aria sia davvero cambiata lo dimostra anche il contegno tenuto dagli interlocutori in occasione della domanda che può far saltare il banco: cosa ne pensate del nuovo piano commerciale e delle otto aree di media distribuzione che stanno per essere disegnate dalla giunta? Risposta con "aplomb" britannico: «Ne stiamo discutendo». Una di queste aree è a 50 metri dalla sede dell’associazione. 



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Pubblicato il 06 Novembre 2002
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