«Il movimento non si arresta»

Duecento persone hanno manifestato contro gli arresti degli attivisti del social forum

I violenti scrosci d’acqua non hanno impensierito militanti e simpatizzanti del social forum. Dalle 17 un gruppo consistente di cittadini e cittadine si sono ritrovati di fronte alla Prefettura e poi sui gradini della Questura per manifestare il proprio dissenso rispetto agli arresti di diversi militanti noglobal.
«L’intento è chiarissimo: -recita il documento del Varese social forum, –  proseguire ed aggravare la strategia della tensione intorno al movimento, cercare di dividerlo, costringerlo sempre e solo nella morsa della repressione e delle vicende di "ordine pubblico", impedire che si parli dei contenuti e dei programmi antiliberisti e contro la guerra, presentarci tutti come "soggetti a rischio" da tenere a distanza e sotto repressione poliziesca permanente».
Esponenti di alcune forze politiche della sinistra, del mondo associativo, sindacalisti e singoli cittadini hanno manifestato preoccupati per un clima che rischia di diventare incandescente. La decisione di arrestare alcuni militanti del social forum lascia diversi dubbi sia per la gravità delle accuse mosse, sia per il tempismo con cui arriva proprio dopo l’imponente manifestazione di Firenze. Occorre attendere il lavoro della Magistratura per poter capire meglio la consistenza delle accuse, ma è ovvio che il movimento si sente messo interamente sotto accusa. 
«Ancora una volta si sta cercando di spingere ai margini e di provocare una intera generazione che invece ha dimostrato con le sole armi della partecipazione, della nonviolenza attiva, della disobbedienza sociale praticata alla luce del sole di saper parlare alla maggioranza dei cittadini e delle cittadine italiani». La preoccupazione è forte tanto da usare toni forti. 
«È in gioco la nostra Costituzione, quella che ripudia la guerra e si fonda sui diritti. Sono in gioco le istituzioni democratiche, la qualità democratica del paese di cui siamo cittadini».

I prossimi giorni saranno determinanti per capire meglio quali sono i fatti precisi che hanno portato agli arresti dei noglobal. Certo che, oltre al merito,  restano seri dubbi sull’opportunità di arrivare a operazioni di ordine pubblico che suscitano tanto clamore. Un’escalation della tensione non serve a niente e a nessuno, soprattutto dopo una prova positiva come quella di Firenze che segna una vera svolta per il movimento noglobal.

 

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Pubblicato il 16 Novembre 2002
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