Lombarda spa, da chiarire le cause del rogo

L'incendio del giugno scorso era di natura dolosa. Sulla ditta già aperta una inchiesta della magistratura

È il secondo incendio nel giro di qualche mese alla Lombarda spa, la ditta di Olgiate Olona che tratta lo smistamento di rifiuti speciali non pericolosi. Le fiamme che si sono sprigionate ieri, intorno alle cinque di pomeriggio sono state domate questa mattina. In questa circostanza ci sono stati i feriti, due operai ustionati al volto e al capo con una prognosi di trenta e diciotto giorni ciascuno. Poteva essere una tragedia. In quel momento nel capannone lavoravano decine di operai. Ma ad incombere sull’azienda olgiatese, oltre alla colonna di fumo, c’è anche la natura dolosa dell’incendio che lo scorso venti giugno aveva distrutto un capannone. Qualcuno allora era entrato nel capannone e aveva appiccato il fuoco. La Procura ha aperto una inchiesta, tuttora incorso per fare luce sulla regia. 
Appare così inquietante il nuovo rogo scaturito dal mal funzionamento di un macchinario, una pressa che compatta e stocca i rifiuti che arrivano nell’azienda.
Sul caso è stato aperto il procedimento della magistratura. Il pm Loredana Giglio attende a questo proposito di esaminare i rapporti dei vigili del fuoco. E se il mal funzionamento della pressa sembra quasi certo, resta da stabilire a chi o che cosa è da imputare. La vicenda sembrerebbe dunque avere origini diverse, ma lascia perplessi il verificarsi dei fatti che ha visto in due occasioni così ravvicinate al centro dell’attenzione la ditta dei fratelli Accarino.
Intanto durante la giornata sono continuate le verifiche dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente e dell’Asl, iniziate ieri sera. Bisogna anche ringraziare le condizioni meteorologiche se la colonna di fumo che si è sprigionata alta nell’aria, non ha creato ricadute immediate. Le rilevazioni dell’Arpa non hanno sottolineato la presenza di sostanze inquinanti in tutta la zona circostante. 
Resta un punto interrogativo sull’amianto. Nel giugno scorso il calore era stato così elevato da inertizzare il cemento amianto e renderlo innocuo, secondo quanto riferito dall’Arpa. Ora resta da verificare se nel tetto del secondo capannone ci fosse dell’amianto e quanto la sua combustione abbia prodotto pericoli. 
A lanciare l’allarme amianto e sicurezza è la Cgil. «Ci chiediamo ancora una volta se questo incendio non produca danni agli operai e ai cittadini  e  come abbiamo già fatto a giungo chiediamo una verifica della pericolosità per la salubrità dell’ambiente e la salute delle persone ai sindaci dei comuni interessati di Busto e Olgiate e all’Arpa» ha dichiarato Umberto Colombo delle segreteria provinciale della Cgil. Renato Franchi del Dipartimento ambiente e sicurezza della Cgil aggiunge: «C’è un problema, la legge sulla sicurezza della 626 viene applicata all’acqua di rosa e questo si riversa su una carente formazione del personale per quanto riguarda la percezione del rischio». Un tema sul quale il sindacato batte da tempo per arrivare quanto meno alla riduzione del rischio. Ma non finiscono i dubbi e gli interrogativi sul corretto smaltimento dell’amianto e sulla validità del piano di prevenzione degli incendi. Questioni sulle quali la Cgil ritorna a chiedere delle verifiche agli organi competenti, perché «c’è anche un problema di impegno degli amministratori sull’applicazione delle procedure indicate nella legge Seveso 2» conclude Franchi.


Tutti gli eventi

di agosto  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 20 Novembre 2002
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.


Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.