Lucchina: «I problemi sono tanti, ma l’azienda è cresciuta»

Il direttore generale dell'azienda ospedaliera Carlo Lucchina, in partenza per Milano, assicura la popolazione sul futuro dell'assistenza sanitaria

«Sono ancora frastornato. Per me è stata una vera sorpresa. Certo, la nomina mi inorgoglisce e ringrazio il presidente Formigoni e l’assessore Borsani per l’opportunità che mi offrono. Mi impegnerò al massimo, com’è mia abitudine».
Carlo Lucchina, direttore generale uscente dell’azienda ospedaliera di Circolo vive già il duplice incarico: a villa Tamagno e al Pirellone dove, dal prossimo anno, andrà a ricoprire il prestigioso ruolo di direttore generale della sanità lombarda al posto di Renato Botti.

Nemmeno un rimpianto per non veder crescere il nuovo ospedale?
«Il mio cuore è qui. Sono nato a Varese e mio padre è di Varese, ma il livello professionale del nuovo incarico è tale che le questioni sentimentali passano in secondo piano.
»

Che ospedale lascia?
«Non posso che essere soddisfatto del lavoro realizzato fino a qui. E innanzitutto devo ringraziare quelli che ci lavorano. Apprezzo tutti per l’impegno, la professionalità e l’amore che dimostrano quotidianamente per l’azienda. So bene la complessità della nostra organizzazione. La recessione in corso, inoltre, non giova e le difficoltà sono concrete. Ciononostante credo che la nostra azienda sia cresciuta : pensiamo al polo materno infantile di Varese, collegato all’altro polo di Cittiglio. Pensiamo ai passi avanti fatti da Luino e alla nuova vocazione  di Cuasso che avrà nuovamente una dimensione regionale che è poi la sua missione storica. Per quanto riguarda Varese c’è l’imbarazzo della scelta tra i vari reparti, tutti apprezzati».

Non solo ortopedia, quindi,…
«Nonostante tutto quello che si dice in giro, ho vissuto un ottimo rapporto con l’università. Chiaramente la struttura ha due anime: quella accademica e quella ospedaliera. Non sempre è stato facile farle convivere. Ma posso definirmi soddisfatto».

Il suo successore dovrà gestire il taglio dei posti letto previsto dalla Regione
«Non ci sarà alcun taglio. Si tratta di una delibera tecnica che va interpretata adeguatamente. In tutta la regione non si prevedono diminuzioni dei posti».

Ma cambierà la vocazione di qualche presidio?
«La mia idea, e lo dico da tempo, è quella di realizzare un ospedale del Medio Verbano che si sostituisca a quelli di Cittiglio (nella foto) e di Luino. Ma non si tratta di un ridimensionamento. Io spingo perchè si realizzi una rete sanitaria complessiva che realizzi molteplici presidi ambulatoriali, potenziando il servizio di urgenza del 118. I sindaci della zona, infatti, non si sono spaventati davanti a questo progetto perché tutto il territorio sarebbe servito a rete».

Cosa lascia in sospeso?
«Una cosa su tutte, d’importanza strategica: il percorso organizzativo interno finalizzato a coinvolgere tutte le figure sul discorso della prevenzione. Spero che continui anche senza di me».

E nei rapporti con la città e le sue istituzioni?
«Devo ringraziare Comune e Provincia.
Sono sempre riuscito a lavorare bene. Ci sono stati momenti di critica ma sempre moderata. Certo, i problemi grossi inizieranno ora con il cantiere dell’ospedale che creerà sempre maggiori disagi. Rinnovo quindi il mio appello alla pazienza: il risultato è nobile».


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Pubblicato il 19 Novembre 2002
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