Finanziaria, a pagarla saranno i cittadini
Secondo la segreteria provinciale della Quercia, nessuna ricaduta positiva sul territorio della nostra provincia nonostante i ministri del Carroccio
«Dove sono i 125 miliardi di euro annunciati dal Governo per le strade, le autostrade, le ferrovie di tutta la penisola? Dove sono i finanziamenti promessi per migliorare la percorribilità delle strade della nostra Provincia, per risolvere i problemi della mobilità e del pendolarismo, per la realizzazione della tangenziale di Varese e della Pedemontana? Nella Finanziaria 2003 non ve n’è alcuna traccia».
E’ questo l’ennesimo affondo che la segreteria provincia Ds sta portando in queste ore contro la legge finanziaria 2002. Critiche alla spesa per l’intero Paese e per la nostra provincia.
«L’Ulivo ha lasciato a Berlusconi un Paese con: i conti in ordine, bassa inflazione, debito pubblico sotto controllo, politiche di sviluppo avviate. Per la Provincia di Varese i governi di centrosinistra, tra il 1996 e il 2002, hanno stanziato 3 miliardi di euro, in relazione allo sviluppo di Malpensa, per la viabilità, lo sviluppo del territorio, la sanità, l’ambiente a cominciare dal risanamento del lago di Varese e 106 milioni di euro per migliorare le fatiscenti strutture dell’Ospedale di Circolo. Il centro destra, invece, in quasi due anni di governo ha prodotto solo chiacchiere inconcludenti».
Parole di biasimo, soprattutto, per la Lega. «Nonostante possa schierare due ministri (Roberto Maroni e Umberto Bossi), un Presidente di Commissione (Giancarlo Giorgetti), numerosi parlamentari non ha ancora saputo produrre ricadute positive per il nostro territorio». La finanzairia provocherà «gravi danni a tutte le famiglie italiane, ai lavoratori e alle imprese tramite tagli insensati che minano alle fondamenta il benessere collettivo. Tagli che riguardano non solo le risorse destinate alle infrastrutture, ma anche quelle destinate alla ricerca e all’innovazione, ai trasferimenti ai Comuni (l’unica libertà lasciata ai Comuni è di decidere in modo autonomo cosa tagliare), alla sanità, alla scuola, alle politiche culturali e allo sport». Per questi motivi i DS si impegneranno in Parlamento «per cercare di modificare questa Finanziaria costringendo il governo ad affrontare i problemi reali del Paese e della nostra Provincia non più esclusivamente con la propaganda ma con fatti concreti».
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