«Se vuoi la sanatoria dammi i soldi» Arrestata moglie di un imprenditore

Un immigrato vittima di un ricatto si rivolge alla polizia che manda a monte l’estorsione

La sanatoria degli extracomunitari come affare. Dopo il caso dell’agenzia che fabbricava documenti falsi per gli stranieri un altro caso sale alla ribalta della cronaca: la moglie di un imprenditore di Sesto Calende è stata arrestata con l’accusa di estorsione. 
La donna ha chiesto a un immigrato senegalese una tangente di 2400 euro per portare a termine la pratica di regolarizzazione di quest’ultimo ai sensi della legge Bossi – Fini. L’arresto in flagranza è avvenuto venerdì a Gallarate, in un negozio di abbigliamento etnico; la donna finita in carcere è una nigeriana, moglie di un imprenditore edile sestese. La vittima del ricatto è un trentenne senegalese che dopo ave lavorato in nero per diversi mesi nella ditta di Sesto aveva avviato le pratiche di regolarizzazione. Già per la presentazione dei documenti, però, aveva dovuto versare parte del suo stipendio, circa 800 euro, richiesta del tutto illegittima. In più, dopo la promessa di regolarizzazione, era stato licenziato; solo più avanti era stato ricontattato dall’imprenditore il quale gli aveva sottoposto una richiesta senza scelta: «Se vuoi che la pratica venga portata a termine devi versarci 2400 euro». L’immigrato, a questo punto, segnala l’accaduto alla polizia; la Squadra Mobile consiglia alla vittima di stare al gioco e segue da distanza la consegna del denaro, che avviene a Gallarate, nel negozio di cui è titolare la moglie dell’imprenditore. 
Gli agenti entrano in gioco un attimo dopo la consegna della mazzetta e arrestano la donna per estorsione. Anche il marito, titolare dell’impresa, è indagato ma poiché si trova in Belgio per ragioni di lavoro non viene arrestato ma semplicemente denunciato a piede libero.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 09 Dicembre 2002
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