«Sindaco, maggiore rispetto nelle risposte»
Dal direttivo dei Democratici di Sinistra, Francesco Liparoti difende l'operato del consigliere Walter Gaiani
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Riceviamo e pubblichiamo Il dizionario della lingua italiana Il Nuovo Zingarelli alla voce Malafede dice “ Piena consapevolezza della propria slealtà e della propria intenzione di ingannare. Consapevolezza di pregiudicare col proprio comportamento un diritto altrui.” Il Sindaco Stefano Candiani replicando al consigliere Walter Gaiani in merito alla vicenda dell’acquisto del ex-consorzio agrario da parte del comune ha scritto: “Il consigliere Gaiani, o tace quel che ben conosce ed allora è dannatamente in malafede, o dimostra con le proprie affermazioni di essersi male documentato, e questo, trattandosi di un consigliere comunale che si vanta di trovare il pelo nell’uovo, la dice lunga…” Il consigliere Gaiani aveva presentato un’interrogazione chiedendo la destinazione dell’immobile di via Piave di proprietà del consorzio agrario che , stando agli atti deliberativi di consiglio comunale del 2001 e di giunta del 2002 e alle dichiarazioni rilasciate dal neoeletto Sindaco durante il suo discorso di insediamento, era stato acquistato dal comune. Gaiani nella presentazione della sua interrogazione aveva dichiarato che ciò non era vero dal momento in cui non esisteva ne’ il preliminare tantomeno il rogito. Si chiedeva inoltre quali erano stati i motivi che avevano ostacolato l’acquisto e perché il Sindaco non li aveva comunicati al consiglio comunale ed ai cittadini. La risposta del Sindaco Candiani non si è fatta attendere ed ha dichiarato che dopo aver deciso l’acquisto ( per arrivare a questa decisione ci sono voluti piu’ passaggi in c.c. , anche con sedute segrete durante una delle quali , quella del giugno del 2001, l’Ing. Ceriani ha presentato una perizia informale da lui redatta che sarebbe rimasta segreta fino al giorno successivo alla data di scadenza per la presentazione dell’offerta, e in giunta municipale) ci si è accorti che il consorzio non aveva mai provveduto ad aggiornare l’accatastamento dei propri stabili e che non ha mai neppure pagato parte dell’ICI dovuta al Comune (circa 50 milioni di lire). Il Sindaco invece di limitarsi a rispondere si è rivolto al consigliere W. Gaiani in modo indisponente e non certo nella maniera più consona alla carica che ricopre. Cosa c’e’di ingannevole nella richiesta di Gaiani? Quale diritto altrui viene pregiudicato dall’interrogazione di Walter Gaiani? Il Sindaco Candiani (si ricordi che è il Sindaco di Tradate e non di una parte dei tradatesi) deve avere maggiore rispetto per persone come Gaiani che dedicano da più di 40 anni parte del loro tempo alla propria città. Deve rispettare ed apprezzare i consiglieri comunali di minoranza che svolgono anche la funzione di controllo ,almeno quelli che la fanno, e che sono una garanzia per i cittadini, per la giunta e per il Sindaco che è chiamato ad amministrare il bene pubblico e non una società privata. Spero che Candiani non pensi che il consiglio comunale sia un impiccio, un qualcosa che disturba il manovratore. Spero proprio che non sia così. Al Sindaco ripropongo la stessa domanda di Walter Gaiani: perché ha atteso l’ interrogazione per dire che, nonostante la perizia, non si poteva acquistare quell’ immobile fintanto che i dati catastali non fossero a posto? Nonostante tutto ritengo che con questo Sindaco sia possibile un confronto, pur partendo da posizioni politiche decisamente lontane e diverse; rivolgo perciò al Sindaco Candiani un invito a chiedere pubblicamente scusa al consigliere Gaiani, e che la prossima volta che deve usare una parola di cui non ne conosce completamente il significato consulti il dizionario. Italiano. Al compagno Walter Gaiani, cui va tutta la mia stima e la gratitudine per quello che ha fatto e che fa per Tradate, la sua città, che e’ diventata anche la mia , esprimo tutta la mia solidarietà ( fossi stato consigliere comunale l’ avrei fatto durante la seduta del consiglio comunale) ed un invito ad andare avanti con la stessa passione ed intensità di oggi. Francesco Liparoti, direttivo dei DS |
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