Anche le merci sull’Arcisate Stabio

Valceresio - Oltre al trasporto passeggeri i sindaci accettano il traffico di merci purchè sia a sola vocazione regionale

L’Arcisate-Stabio si farà, ma con quale impatto sul territorio? E quali saranno i futuri scenari per chi dovrà convivere con la nuova ferrovia? Lo abbiamo chiesto ad alcuni amministratori della zona, che si sono espressi tutti positivamente sulla linea ferroviaria, sebbene con alcune preoccupazioni rivolte all’impatto ambientale e alla vocazione della tratta.

Da parte italiana, un commento che raggruppa la posizione de numerosi comuni della Valceresio proviene dal presidente della Comunità Montana Luca Marsico che, nel complesso, si è espresso favorevolmente alla realizzazione della linea, a patto che particolare attenzione venga posta ai temi ambientali. «Sarà necessario studiare il progetto preliminare, ma da quanto anticipato a livello di consultazioni – spiega Marsico – la variante su cui i tecnici stanno lavorando prevede un passaggio all’interno della valle della Bevera, una zona con particolari caratteristiche ambientali e che non dovrà essere sottoposta ad eccessivi shock». In merito alla vocazione della linea, confermato l’utilizzo per il trasporto passeggeri e non per i merci, se non a uso locale.
Nello specifico, anche Giancarlo Gariboldi, il sindaco di Arcisate, comune direttamente interessato dai lavori, si dice soddisfatto del progetto, anche in un’ottica di conservazione della linea esistente. «La Varese-Porto Ceresio è una linea vecchia, dove i binari addirittura slittano quando c’è la brina: è un “ramo secco” e si rischia il taglio – dice Gariboldi. Con la realizzazione della linea Arcisate -Stabio, assicureremo la vita della linea esistente». Arcisate vuole questa linea, quindi, ma secondo Gariboldi esistono problemi legati al passaggio della ferrovia che deve essere interrata nei punti strategici, come nei tre passaggi a livello oggi esistenti che già oggi debbono convivere con un traffico su gomma molto intenso, in una zona decisamente congestionata per quanto riguarda i trasporti. «Siamo un po’ preoccupati in quanto il paese verrebbe tagliato in due ed è per questo motivo che abbiamo chiesto l’interramento – ha concluso Gariboldi». Sulle merci, ferma la linea di un trasporto a vocazione locale e non di transito pesante.

Anche secondo gli amministratori svizzeri esiste una posizione ferma ad accettare la linea, ma con alcuni punti fermi da rispettare. Secondo il sindaco di Stabio Davide Socchi c’è condivisione rispetto all’opera che rappresenterà un vantaggio per i trasporti regionali ma a ad alcune condizioni. «La linea dovrà essere una linea leggera e a vocazione di trasporto passeggeri – afferma il sindaco. Con un impiego del transito merci al solo traffico locale. Una linea di respiro regionale, insomma, che possa servire ai frontalieri soprattutto e alle attività produttive locali, ma nulla di più». Del resto già in sede di consultazione emerse da parte dei sindaci l’assoluta necessità di relegare l’utilizzo della tratta per il trasporto passeggeri. Stabio fu uno dei comuni che chiarì fin dall’inizio questo impiego. Oltre alla vocazione di linea passeggeri come condizione essenziale per la realizzazione del collegamento, Socchi sottolinea anche la questione del problema che il traffico ferroviario potrà generare sul territorio. «Una questione importante che abbiamo posto sul tavolo – ha concluso Socchi – è rappresentato dall’impatto ambientale in termini acustici che il transito dei treni provocherà nel comprensorio. L’impatto fonico dovrà essere ridotto ai minimi termini per assicurare standard accettabili per i residenti».

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Pubblicato il 03 Febbraio 2003
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