Cgil: «No ai tagli, no alla guerra»
Direttivo allargato all'Aloisianum. Il 21 quattro ore di sciopero nell'industria e nell'artigianato
Si è svolto questa mattina a Gallarate un direttivo Cgil allargato a tutte le categorie, industriali e no . L’incontro , il primo del nuovo anno , è servito a tracciare rapidamente sia un bilancio delle iniziative del 2002 sia a delineare una sorta di piano programmatico per i prossimi mesi. Già venerdi 21 febbraio, è previsto uno sciopero di 4 ore dell’Industria e dell’Artigianato. Il ritrovo è fissato alle 9.30 nei pressi dell’Università dell’Insubria a Varese , dove tra l’altro ci sarà un incontro con gli studenti della facoltà di Economia ( ovvero quelli che saranno i manager e dirigenti del futuro ) . Alla presenza di Paola Agnello Modica ( della segreteria nazionale cgil ) , Ivana Brunato, segreterio provinciale, ha affrontato alcuni dei temi caldi di estrema attualità quali la guerra e la crisi economica in atto .
Per quanto riguarda la crisi con l’Irak cosi si è espressa : ” La situazione internazionale ci preoccupa molto , i venti di guerra soffiano sempre più forte . Noi diciamo no alla guerra senza se e senza ma . La guerra impoverisce tutti . Noi lotteremo contro ogni forma di soluzione violenta alle dispute internazionali.” Per quanto riguarda la situazione economica ha subito ribadito che non si deve abbassare la guardia:” La crisi della FIAT dovrebbe servire da monito , senza una seria politica industriale non si va avanti . Bisogna investire in ricerca e in risorse lavoro ( umane ) .
La politica dei tagli al costo del lavoro non renderà il sistema più produttivo”; e confermando la politica del sindacato aggiunge: ” La nostra lotta è contro le nuove forme contrattuali che rendono il lavoro sempre più precario. Tagliare i costi non migliorerà la competenza , occorre rafforzare il contratto nazionale ed impedire che si determini una frattura tra aree forti( tutelate ) e aree deboli(non tutelate ).” Infine ha affrontato il nodo Malpensa :” La struttura , come è evidente , è ancora incompleta . L’incertezza degli ultimi due anni rischia di farla diventare un ibrido , è si uno scalo internazionale , ma non è un hub( il progetto di partenza ) . Mancano gli stanziamenti dovuti per sviluppare i cargo city e per migliorare i collegamenti e la viabilità. I disagi , per i lavoratori stessi , e per i cittadini sono evidenti.” Se il 2002 è stato un anno di lotte , il 2003 si presenta con molti nodi da sciogliere e la cgil sembra voler dare battaglia su molti fronti .
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