Deltaplano a motore cade e si incendia: due morti
Taino - Il mezzo è caduto in un campo a fianco della provinciale per Lentate. Il Vergiatese Valerio Carbone è morto sul colpo, mentre Danilo Ferraro, di Sesto Calende, è morto all'ospedale di Varese
E’ accaduto tutto in poco più di qualche minuto, intorno alle quattro di pomeriggio di domenica 16 febbraio: un deltaplano a motore ha cominciato a “fare le capriole” in volo sui cieli di Taino e si è schiantato poco dopo in un prato accanto alla strada provinciale, incendiandosi. La sorte dei due occupanti è stata tragica. All’arrivo dei mezzi di soccorso per uno di essi, Valerio Carbone, trent’anni, di Vergiate, non è stato possibile constatare altro che la morte. Il secondo, Danilo Ferraro, un trentenne di Sesto Calende, ha riportato ustioni di terzo e quarto grado sul 90% del corpo e una serie di fratture, ed è morto in serata al reparto di rianimazione di Varese dove era stato ricoverato.
I due deltaplanisti erano partiti nel pomeriggio dal campo di volo “il Picchio” di Cascina di Imprè a Borgo Ticino. Insieme ad altri appassionati del volo erano usciti per la consueta escursione domenicale. Il gruppo era formato da tre deltaplani monoposto e dal biposto occupato dalle vittime. Tra di loro c’era un istruttore ed erano tutti in possesso del brevetto, comprese le vittime, una delle quali possedeva il libretto di volo da ben dieci anni, mentre il secondo un brevetto da circa sei mesi.
Si trovavano in coda al gruppo, quando forse per un’avaria al motore il deltaplano ha cominciato a cadere disegnando capriole nel cielo da un altezza di duecento metri. È durato qualche istante e poi l’impatto sul pratone a fianco dell’azienda agricola “Mattiello”.
A soccorrere per primi gli occupanti sono stati il titolare dell’azienda e uno dei compagni di volo che, accortosi delle difficoltà, era atterrato in un prato accanto. La scena che si è presentata è stata straziante: il deltaplano che si era istantaneamente incendiato era infatti avvolto dalle fiamme e così i suoi occupanti. I primi soccorritori hanno cercato di svincolare le vittime da quello che rimaneva delle loro imbracature. Ma per Valerio Carbone non c’era nulla da fare: il trentenne vergiatese era già morto. Anche per Danilo Ferraro le condizioni sono subito apparse disperate ai soccoritori, che lo hanno intubato sul posto e poi trasportato a Varese. Pur presentando ustioni gravissime sul quasi tutto il corpo, non è stato possibile trasportarlo a Milano per le numerose fratture che hanno reso le sue condizioni estremamente critiche: è poi morto in serata al reparto di rianimazione.
Vergiate piange così un suo concittadino. Molto conosciuto e stimato, Valerio Carbone svolgeva infatti l’attività di idraulico. Classe Settantadue aveva compiuto trent’anni il dicembre scorso. Oltre alla passione per il volo, aveva un grande amore per la musica che in passato lo avevano portato a fare il deejay in molti locali della zona.
A stabilire come sono andate le cose sarà Roberto Craveia, magistrato della Procura di Busto Arsizio, che ha svolto un sopralluogo a Taino. Saranno i frammenti analizzati dai carabinieri e sparsi su un’ampia area e lo scheletro del velivolo a dare delle risposte a quanto successo. Secondo una prima ricostruzione pare che il motore sia scoppiato in volo causandone la caduta. A cosa sia da addebitare la presunta avaria saranno le indagini a stabilirlo.
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