Graffitari in commissariato. Ma per fare un murales
Gli studenti del liceo artistico ingaggiati per eseguire un murales sulle pareti di via Candiani
Non è stata una maxi operazione della polizia quella che ha portato in commissariato una ventina di graffitari. Da oggi infatti nel commissariato di polizia di Busto Arsizio gli agenti si mescolano agli studenti del liceo artistico del “Paolo Candiani”. Sono loro i graffitari, ma sarebbe meglio dire i decoratori, che lavoreranno per una decina di giorni alla realizzazione di un murales che abbellirà una parete del commissariato. Capelli lunghi e qualche piercing, scarpe da ginnastica e tute da lavoro, non sono certo le pareti di via Candiani che gli studenti avrebbero mai pensato di affrescare. E neppure i soggetti scelti sono quelli che animano consuetamente la fantasia di giovani artisti diciassettenni. Eppure l’operazione è riuscita e la classe III SF in quello spazio si è sentita subito a suo agio e l’entusiasmo ha marcato i primi segni tracciati sulle pareti.
Armati di carboncini e gessetti, arrampicati su una impalcatura, hanno cominciato a realizzare i primi schizzi. Calcolatrice, righe e metro alla mano misurano le proporzioni, dividono gli spazi di una parete di sei metri per cinque dalla quale verrà fuori un murales realizzato in colori acrilici. Il risultato sarà il frutto di cinque bozzetti realizzati nei mesi scorsi e poi sottoposti ai dirigenti del commissariato che agli studenti del liceo hanno offerto degli spunti. La Polizia di stato impegnata nelle sue varie specialità sarà così interpretata dagli allievi dell’orientamento figurativo.
Un progetto che non abbellirà soltanto le pareti del commissariato, ma che contribuisce ad avvicinare gli studenti alle istituzioni. Se l’iniziativa è abbastanza insolita per un commissariato, per gli studenti del liceo artistico non è la prima esperienza. L’anno scorso infatti altre classi, due quarte dello stesso istituto, furono impegnate per mesi nella realizzazione delle decorazioni che hanno fatto del reparto pediatrico dell’ospedale cittadino, un ambiente più caldo e accogliente per i piccoli pazienti.
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