Il Comune non applicherà i condoni sulle imposte comunali

Secondo l’assessore al bilancio si tratta di una “scelta morale” nei confronti dei cittadini che hanno sempre pagato le tasse; diminuita ulteriormente l’Ici

«Nel 90 per cento dei casi, l’applicazione del cosiddetto condono favorirebbe soprattutto quelli che hanno fatto i furbetti». È la prima motivazione con la quale l’assessore al bilancio, nonché vicesindaco, Annalisa Renoldi (nella foto) spiega la scelta dell’Amministrazione di non applicare i condoni su Ici e Tarsu. Le amministrazioni comunali, infatti, hanno facoltà di poter applicare o meno il condono sulle imposte comunali. «Inoltre, da tempo abbiamo avviato con l’ufficio tributi una politica di accertamento secondo cui siamo noi ad andare a cercare quelli che hanno sbagliato l’importo» prosegue soddisfatto il vicesindaco.
L’applicazione del condono avrebbe permesso a coloro che non avevano pagato correttamente le tasse comunali di recarsi in comune chiarire la propria posizione, non pagando tutto l’importo. «In questa maniera i comuni potrebbero incassare qualche cosa piuttosto che niente – prosegue la Renoldi – Per un discorso diciamo “morale” abbiamo però deciso di non avvalerci di questa facoltà e di andare noi alla ricerca dei cittadini che non pagano correttamente le tasse».

L’assessore spiega poi che l’obiettivo dell’Amministrazione Gilli, arrivata ormai al terzo anno, sta proseguendo la politica annunciata in campagna elettorale di abbassare il più possibile le tasse comunali. «Nonostante l’ingresso del nuovo sistema a domicilio di raccolta rifiuti – spiega la Renoldi – abbiamo mantenuto invariata la Tarsu. Inoltre, come promesso in campagna elettorale, ma con un anno di anticipo, abbiamo ridotto l’Ici sulla prima casa del 20 per cento». Infatti l’imposta comunale sugli immobili è passata dal 5,1 per mille al 4 di quest’anno, il minimo consentito per legge. «La prima casa è quasi sempre frutto del lavoro di una vita e di enormi sacrifici – conclude la Renoldi – ci sembra giusto che questi sacrifici siano premiati con il minimo della tassazione». L’addizionale Irpef, invece, rimane anch’essa invariata allo 0,18 per cento.

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Pubblicato il 10 Febbraio 2003
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