«Lugano Malpensa in mezzora? Si, ma su due binari»
Varese - Franco Taddei, assessore alle grandi opere del comune di Varese, espone la posizione del capoluogo sulla ferrovia
Un’opera che costi qualcosa in più ma che sia veramente competitiva sul territorio, capace di invogliare gli utenti a non servirsi dell’auto a favore di un mezzo, il treno, di gran lunga meno inquinante. Questo è, ridotto ai minimi termini, il pensiero di Franco Taddei, assessore alle grandi opere del comune di Varese che si è espresso sulla Arcisate Stabio.
«Se la sfida è proprio togliere il traffico su gomma dalle strade, non possiamo pensare ad un trenino dei puffi, con caratteristiche tecniche già perdenti in partenza – afferma Taddei. In particolare, l’esigenza primaria della linea è il collegamento Lugano Malpensa in 35 minuti. Questo vuol dire un treno almeno ogni mezzora che deve attraversare un paese come Arcisate ed altri insediamenti urbani e che deve convivere con la rete stradale già esistente. Vuol dire la paralisi del traffico se si utilizzerà il sistema dei passaggi a livello. Un primo punto consiste quindi nell’investire molto sull’interramento di gran parte del tragitto. In questo modo si ovvierebbe anche al problema dell’inquinamento acustico».
Secondo Taddei, comunque, andranno riviste alcuni aspetti tecnici di non poco conto. In primo luogo è prioritario lo sdoppiamento dei binari sull’intera linea. «Con un doppio binario sarà possibile far convivere la vocazione di linea a trasporto passeggeri con il trasporto merci – conferma Taddei. Anche qui la nostra posizione è chiara: le merci passeranno, non sarà in traffico pesante ma comunque un traffico interregionale, che servirà non solo la Valceresio, ma tre regioni vere e proprie con una forte vocazione industriale, – vale a dire le province di Como e Varese e il Canton Ticino». Dal canto loro i progettisti svizzeri sono stati chiari: la linea ferroviaria avrà un solo binario ad eccezione di piccoli sdoppiamenti per il passaggio dei treni. Come risolvere questo impasse? «Operando le debite pressioni presso i committenti, come Regione Lombardia e Ferrovie italiane – conclude Taddei – che abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere in futuro».
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