Missione in India per la Croce Rossa di Varese

Sei tra medici, infermieri e paramedici sono partiti alla volta del Golfo del Bengala. Si occuperanno del lebbrosario di Puri

Sono arrivati da qualche giorno e debbono ancora ambientarsi, anche se oramai alcuni di loro ci hanno fatto il callo. Alcuni tra i sei volontari della Croce Rossa di Varese infatti già partecipato negli anni scorsi al “Progetto India”, nato nel 1987 per portare soccorso alle popolazioni del golfo del Bengala nel lebbrosario di Puri, stato dell’Orissa, tra i più poveri dell’India, a 600 chilometri a sud di Calcutta.

Qui, ai margini della città, un centro di 150.000 abitanti, sorge un lebbrosario gestito dal missionario cattolico Padre Mariano Zelazek grazie al quale centinaia di persone vengono aiutate a vivere, scampando da morte certa. La lebbra, infatti, non costituisce solo una malattia ma rappresenta anche un elemento di destabilizzazione sociale, con la messa al bando di tutti i malati.
E sabato scorso l’aereo partito da Malpensa ha portato tutti e ì i volontari in forza alla Croce Rossa di Varese in terra indiana per una missione che si concluderà il prossimo 16 febbraio col rientro dei volontari.
L’ultima spedizione risale al gennaio 2001: prima dell’arrivo dei volontari è stato inviato via nave un container contenente articoli vari (farmaci, attrezzature sanitarie, vestiti, coperte, materiale scolastico) raccolti in tutta la provincia di Varese sulla base delle esigenze espresse da Padre Mariano.
Oltre alla realizzazione di vere e proprie abitazioni per i malati, rese possibile grazie alla raccolta di fondi operata in provincia di Varese dai volontari della Croce Rossa, con l’aiuto della missione è stato creato e reso operativo uno studio radiologico: insegnando ad un ragazzo del luogo l’utilizzo delle apparecchiature. Inoltre è stata installata nella sala operatoria una nuova sterilizzatrice.
Alla periferia di Puri, il Padre, con l’aiuto di una comunità olandese, ha costruito la Beatrix School, una scuola per i bambini dei lebbrosi, dei pescatori e dei poveri della città. E’ frequentata da 600 bambini dai 6 ai 13. Nell’orto del lebbrosario vengono coltivati numerosi ortaggi e frutti, e l’allevamento di polli permette, oltre che un guadagno economico, di distribuire ogni due giorni ai bambini un uovo: ciò è molto importane perché consente un migliore apporto di proteine.
A questi bambini sono state distribuite le buste contenente materiale didattico raccolte nelle scuole della provincia di Varese.
Il compito del personale medico sarà proprio quello di apportare un supporto logistico, per le attrezzature, e sanitario, al fine di fornire aiuto alle popolazioni locali visitando quante più persone possibili. Anche qui la tecnologia aiuta, e di molto, il lavoro dei volontari: i referti verranno registrati su supporto magnetico in modo da operare la raccolta in una banca dati consultabile anche da altre missioni umanitarie che approderanno in futuro nel lebbrosario.
La missione è autorizzata dal Comitato Provinciale della CRI della provincia di Varese.
Hanno partecipato alla spedizione la Dott.ssa Erika Adale VdS CRI Varese, il Dott. Giuliano Zocchi VdS CRI Gavirate Veronica Basso VdS CRI Varese, Edoardo Borroni VdS CRI Varese, Daniela Brambilla VdS CRI Busto Arsizio, Cristina Sessa Infermiera Professionale VdS CRI Varese. Oltre ai sei volontari del soccorso anche i due soci ordinari della Cri di Gavirate Rinaldo Colombo e Laura Quamori Tanzi si sono recati in India per la missione umanitaria.

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Pubblicato il 06 Febbraio 2003
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