«Quei dieci mesi mi hanno cambiato la vita»

Varese – Dopo il servizio civile obbligatorio Matteo Andreoli ha deciso di diventare educatore professionale. Attualmente lavora al Centro Gulliver

«La prospettiva non è rosea, ma spero di essere smentito». Matteo Andreoli ha 22 anni, è di Caronno Varesino ed è stato assunto al Centro Gulliver di Varese dopo 10 mesi svolti come obiettore di coscienza. Il ragazzo non è molto fiducioso sul futuro del volontariato dopo l’eliminazione dell’obbligo del servizio militare. «Lo vedo dai ragazzi che passano dal centro – racconta Matteo – Sono in molti quelli che pensavano di riuscire a stare a casa anche dal servizio civile e quando sono qui non si fanno coinvolgere. Ma per fortuna non tutti sono così». Il Centro Gulliver è una struttura che si occupa del recupero dei ragazzi tossicodipendenti. Matteo, dopo aver studiato ragioneria, ha fatto il servizio civile al centro tra il maggio 2001 e l’aprile del 2002. Poi è stato assunto dal Centro.
«All’inizio non pensavo che la mia vita avrebbe preso questa piega, poi mi sono appassionato e affezionato alle persone. Ho avuto fin da subito un buon rapporto con operatori e ragazzi». E così, al termine del servizio civile, i responsabili del centro hanno offerto a Matteo un posto di lavoro. «Con molto timore ho accettato e adesso penso che il servizio civile può essere davvero un’esperienza che cambia la vita. Qualcuno che ha fatto quei dieci mesi torna ancora ogni tanto a dare una mano, soprattutto la notte, e senza il bisogno di ufficializzare niente, lo fa perché gli va di farlo e basta».
«Il servizio civile va preso nel giusto modo: se preso come obbligo è controproducente per tutti, ma come esperienza di vita non si può certo rimanere indifferenti di fronte a certe realtà». Attualmente Matteo si occupa di seguire alcuni ragazzi come tutor: il centro sta effettuando un corso di giardinaggio grazie al un fondo europeo e lui si occupa di seguire questi ragazzi. «Tempo fa non pensavo che la mia vita sarebbe cambiata in questa maniera. Oggi è un bene che abbiano aperto il servizio civile anche alle ragazze che probabilmente sono più portate per certe problematiche. Resta l’incognita per quando il servizio militare non sarà più obbligatorio. Già oggi ci sono diversi problemi: noi dovremmo avere in organico 25 obiettori di conoscenza e ci sono periodi che ne abbiamo avuti solo 5 o 6. Oggi ne abbiamo 15».
Matteo ha anche deciso di iscriversi all’università, la sua vita è cambiata proprio dopo quei dieci mesi obbligatori. In questi anni ha deciso di diventare un educatore professionale.

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Pubblicato il 17 Febbraio 2003
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