«Ricostruiamo la città. Senza supermercati»
Commercianti all'attacco: la nostra idea di città in un convegno in primavera. Giudizi positivi sulla giunta, ma no a nuove licenze
Altro che Disneyland di prosciutti e televisori, qui c’è bisogno di un’idea e al più presto. E allora va bene fare una variante di Prg che limiti a otto le aree commerciali edificabili, ma solo finché rimangono sulla carta. Sì, perché se le otto arre indicate dal piano commerciale diventassero licenze, con banconi, yogurt, salami e quant’altro, allora l’Ascom, la più grossa associazione dei commercianti, potrebbe rompere il patto di collaborazione stretto con Nicola Mucci e scatenare la guerra. Ma non ci sarà la guerra preventiva, principio che non ha cittadinanza nelle sale di via Vespucci, dove i vertici dell’associazione hanno esposto il loro pensiero. Tanto è vero che il documento stilato appositamente per la stampa parla di apprezzamento e plauso per l’opera di “normazione” svolta dalla giunta.
«Il piano commerciale è metodologicamente corretto – spiega il portavoce di Ascom Fabio Lunghi – ma poniamo una riserva: assoluta contrarietà all’eventuale sviluppo delle aree indicate». Non concedete quelle licenze, dice dunque Ascom, anche perché prima vogliamo vedere che succederà quando sarà realizzato lo spazio commerciale previsto al posto della vecchia manifattura Borgomaneri.
E’ l’unica discriminante che Ascom pone all’amministrazione, alla quale invece ribadisce invece una serie di proposte di collaborazione, alcune delle quali già partite. Innanzitutto lo sgravio della 50% della tassa rifiuti per gli esercenti danneggiati dai cantieri di autunno-inverno. Poi l’accordo sulla pavimentazione del centro: sì al porfido, ma no alla chiusura al traffico prima che vengano aperti nuovi parcheggi (via Cantoni e via don Minzoni, ma ci vorrà molto tempo).
L’obiettivo strategico a medio termine è però quello di elaborare un progetto per ridisegnare la vocazione urbanistica del centro. Ed è questa forse l’idea più affascinante e ambiziosa: un congresso in primavera con l’aiuto di relatori “di fama indiscussa a livello mondiale”. Ne dovrà uscire una speranza per tutti e cioè un futuro non solo a base di sandwich e patatine fritte.
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