Volontariato sanitario, un boom in provincia
Varese – Oltre alla Croce Rossa Italiana, anche numerose "associazioni di pubblica assistenza" rientrano nella convenzione attiva col 118
C’è il Corpo Volontari Ambulanze, attivo soprattutto nella zona di Angera, la Croce Bianca, nel Milanese, la Croce Azzurra, presente a Buscate. E ancora l’Sos e la Croce Rossa Italiana dislocate un po’ su tutta la provincia a macchia di leopardo. Questo è il terreno del volontariato e dell’assistenza sanitaria in genere che ha come punto di riferimento, nelle urgenze mediche, il numero d’emergenza sanitaria 118.
Una presenza capillare sul territorio resa possibile grazie all’impegno di centinaia di volontari che sacrificano spesso le notti o interi weekend per presidiare le zone in attesa di intervenire, chiamati dalla centrale operativa del 118.
Infatti l’ente regionale che si occupa del coordinamento, attivo nella nostra provincia dal settembre di sei anni fa, si appoggia sul sistema delle auto a convenzione e delle auto a gettone, sfruttando i presidi già presenti sul territorio proprio grazie alle singole associazioni.
In pratica in tutta la provincia esistono venti postazioni di ambulanze di varie associazioni, tra Cri, o Anpas, con una convenzione accesa col 118. Di queste 16 sono “H24”, ossia presenti nell’arco dell’intera giornata, e 4 “H12”, vale a dire attive per sole 12 ore: in entrambi i casi la convenzione accesa tra 118 e le diverse associazioni consente a queste ultime di introitare un compenso pattuito per mettere a disposizione i propri mezzi per le urgenze mediche, indipendentemente dal numero di uscite effettuate.
Poi vengono le ambulanze a gettone, tra le 20 e le 25, che operano a seconda della disponibilità dei volontari delle diverse associazioni. Sono mezzi attrezzati per uso 118 e la differenza con le ambulanze a convenzione sta nel fatto che l’ospedale rimborsa solo il numero di uscite effettuate su richiesta del 118 per l’urgenza medica. Tutto il personale, sia quello stipendiato che quello volontario, deve superare un esame al 118 per essere “accreditato”; questo per armonizzare i protocolli di intervento e l’uso dei presidi nelle urgenze. Così capita spesso di veder operare su incidenti o interventi urgenti volontari o personale stipendiato con le divise di diverso colore, come avviene per le zone “di confine” dove i sevizi vengono coperti, ad esempio dalla Croce Rossa Italiana (tuta blu) e dall’Sos (tuta arancione).
Ma gli operatori del soccorso delle diverse associazioni non hanno solo funzioni di impiego nell’urgenza medica. Tutte le realtà di volontariato prevedono, oltre ai servizi in gergo chiamati “primari” – l’urgenza medica – anche quelli “secondari”, che però di secondario hanno solo il nome in quanto prevedono il trasporto infermi, le dialisi, le dimissioni e i ricoveri non urgenti: un insieme di servizi fondamentali. Inoltre, nell’ambito di queste realtà di volontariato sono presenti altri servizi come le distribuzioni di alimenti, di medicinali e di pasti caldi agli indigenti o l’attività di educazione sanitaria nelle scuole.
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