Legionella all’ospizio, allarme a Gavirate
Gavirate – Un inconsueto picco di decessi nella casa di riposo e la scoperta del batterio: nessun nesso con le morti ma preoccupazione tra gli ospiti della struttura
Almeno venti morti nel giro di tre mesi, tra la metà di dicembre e la metà di marzo. Un vero e proprio picco di decessi. E poi il batterio della legionella, trovato da un’analisi Asl all’interno di alcuni bollitori della casa di riposo Bernacchi di Gavirate. Non è provato che il batterio, innocuo sotto i 20 gradi ma anche letale se le temperature dell’acqua non superano i 60 gradi, sia la causa dei decessi. A scongiurare questo nesso anche i risultati dell’autopsia effettuata nei giorni scorsi su due anziani e che – il dato non è ancora ufficiale – non avrebbe riscontrato segni di presenza dell’agente.
Ma allora come si spiegano tutte queste morti? E da dove arriva il batterio? È la domanda che si fanno molti degli ospiti, circa 56, e i componenti del comitato utenti, che chiedono chiarezza ai vertici della struttura. Un’assemblea a tal proposito è prevista per questa sera alle 21.
A tranquillizzare gli animi ci pensa il direttore della casa di riposo, Mauro Fiorini.
«Il picco di decessi da tre mesi a questa parte – spiega Fiorini – potrebbe non essere un’eccezione, visto le condizioni fisiche spesso fortemente debilitate dei pazienti che vengono da noi ospitati. Tuttavia abbiamo deciso di disporre un controllo. I nostri responsabili sanitari hanno contattato l’Asl di Varese che dopo aver riscontrato la presenza della legionella ha disposto una bonifica, avvenuta qualche giorno fa. Ora ci hanno assicurato che la bonifica ha dato esito positivo ma stiamo attendendo un ulteriore controllo per riattivare l’acqua calda. Nel frattempo stiamo assistendo gli anziani con mezzi alternativi».
In paese la voce s’è sparsa in un battibaleno ed è alto il timore per la diffusione della legionella nell’acqua potabile, anche se dall’Asl fanno sapere che non è inusuale il fatto che il batterio possa trovarsi in un acquedotto. «Il problema è la temperatura dell’acqua», spiega il sindaco Giovanni Alberio, che venerdì scorso, su comunicazione dell’Asl ha firmato l’ordinanza di bonifica della casa di riposo. «Tuttavia – continua il sindaco – non risulta, da comunicazioni avvenute con l’Asl, che nell’acquedotto comunale siano presenti tracce di legionella».
Smentite dal primo cittadino anche alcune voci diffusesi in paese circa altre morti sospette avvenute in questi giorni.
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