Nasce la scuola “Hi-tech” nella fabbrica abbandonata

Gallarate - L'Ipc Falcone trova casa: 11 milioni di euro per il nuovo modello di istituto all'americana nella ex Cantoni

Una vecchia fabbrica abbandonata, la ex Cantoni, diventerà, entro quattro anni, la scuola più moderna della provincia. A pochi mesi di distanza dallo spostamento del liceo artistico di Varese nell’edificio della banca popolare, Villa Recalcati mette sul piatto un secondo intervento radicale, destinato a ridisegnare la geografia scolastica di tutto il polo gallaratese. Dalla ristrutturazione della ex Cantoni, uscirà la nuova sede dell’Ipc Giovanni Falcone, oggi diviso in cinque diverse sedi.
Ecco i passaggi: il progetto costerà 11 milioni euro ed è il più grosso investimento scolastico mai effettuato nella provincia di Varese. L’impegno è stato sancito dal protocollo d’intesa, firmato dal presidente della Provincia Marco Reguzzoni e dal sindaco del comune di Gallarate Nicola Mucci. Entro otto mesi sarà stipulata la convenzione che entrerà nei dettaglia dell’intera operazione. Poi, l’inizio dei lavori e in quattro anni la consegna.
Il luogo prescelto è l’area dismessa tra l’ospedale e piazza S.Lorenzo: edifici e capannoni diroccati, in pieno centro. Sarà ristrutturata un’ala capace di ospitare i 1200 ragazzi dell’ istituto tecnico, grafico, turistico e alberghiero. La città ottiene la riqualificazione di un pezzo di centro storico, dà un nuovo impulso ai servizi del quartiere, e libera spazi per gli istituti medi che ora sono costretti a una faticosa condivisione con i ragazzi “nomadi” dell’Itc.
Per la nuova scuola la Provincia ha deciso lo spostamento di risorse (circa 3 milioni e mezzo di euro) che erano stati destinate in bilancio alla costruzione di un nuovo Itpa. Tramontata quella ipotesi, il denaro sarà dirottato per effettuare l’intervento strutturale sullo stabile di via Matteotti, con la creazione di aule e laboratori “all’americana”: ci saranno armadietti personalizzati e frequenti cambi di aula. Accanto alla scuola, sarà realizzata una piazza, un parcheggio, ed edifici residenziali.
Proprio la presenza di un piano di recupero privato, già approvato dal consiglio comunale, a pochi metri di distanza, ha richiesto una consulenza legale che però ha rassicurato il Comune. Palazzo Borghi si occuperà infatti di reperire le aree nel più breve tempo possibile («Se necessario anche con l’esproprio»). Al privato, tuttavia, non verrà tolto nemmeno un metro cubo e questo dovrebbe mettere tutti tranquilli rispetto a eventuali ricorsi. Anzi, la presenza di una scuola e l’indotto che inevitabilmente si creerà, potrebbe far acquistare valore ai parcheggi e ai negozi.
Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore provinciale all’edilizia scolastica Giacon, da Roberto Borgo, consulente del presidente Reguzzoni e dall’assessore comunale alle scuole Ivan Vecchio.

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Pubblicato il 28 Marzo 2003
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