Legambiente: «La ferrovia Arcisate Stabio stravolge il territorio»

Molti i "lati oscuri" del progetto presentato in Regione secondo gli ambientalisti. Pronte le osservazioni dei comuni di Arcisate e Induno Olona

«Un progetto pressoché esecutivo, con l’impossibilità da parte i cittadini di intervento tramite le osservazioni. Fa parte del piano strategico Nazionale per cui le procedure di esecuzione vengono accelerate… Intanto ci ritroviamo con un progetto di ferrovia che appare come un corpo estraneo alla nostra realtà». 
E’ questa la posizione degli ambientalisti della Valceresio, interessati ad offrire un contributo sulla base del progetto di collegamento, via strada ferrata, tra Arcisate e Stabio. Con la scusa di un collegamento rapido, «si stravolge la realtà territoriale, in particolare dei comuni di Arcisate e di Induno Olona: un treno ogni 5-6 minuti e che sia passeggeri o merci non è ben chiaro: in tal senso vi sono numerosi contraddizioni . Per esempio il collegamento con la CARGO a Mendrisio (notoriamente merci anche pesantissime), con un impatto fonico e vibratorio per centinaia di cittadini per un raggio di qualche centinaio di metri dal sedime ferroviario. A questo si accosta uno stravolgimento viabilistico nella migliore delle ipotesi definibile come improvvisato, da incompetenti». Gli ambientalisti si riferiscono alla nuova piazza dell’area Bolla ad Arcisate che nel progetto sarebbe traversata dalla nuova arteria stradale, mentre il passaggio a livello di via IV Novembre verrebbe reso solo pedonale e l’arteria viabilistica confluirebbe in via Cattaneo, in modo da creare il blocco della circolazione.

«In linea di principio Legambiente non è contro la costruzione di una nuova ferrovia – come fa sapere il presidente di Legambienmte valceresio Sergio Franzosi – , certamente meno invasiva di qualsiasi nuova arteria stradale, ma il progetto depositato in Regione presenta molti lati oscuri che non possono essere trascurati. La soluzione rimane quella che da tempo ci sforziamo di far passare, dibattuta anche lo scorso anno durante alcuni interventi pubblici imperniati sul PPSE della Valceresio: sì a un nuovo binario tra Mendrisio e Arcisate, a patto che sia una ferrovia dalle caratteristiche interregionali, integrata con il restante sistema dei trasporti locali, che implicherebbe la trasformazione – senza esclusioni – della tratta da Gallarate fino a Porto Ceresio in metropolitana regionale, dove l’offerta di trasporto sia maggiore e specializzata, con treni cadenzati effettuati con materiale rotabile dedicato, nuove stazioni distribuite lungo tutto l’asse, specie nelle aree più urbanizzate. Ne trarrebbe beneficio l’intero territorio, liberato dalla schiavitù e dai malefici di un traffico stradale sempre più insostenibile, si avvantaggerebbe la mobilità locale e migliorerebbero senz’altro le condizioni di viaggio di migliaia di pendolari oggi costretti a sopportare infiniti disagi per raggiungere il posto di lavoro o di studio. Circa il traffico merci, esso dovrebbe essere gestito soltanto in funzione delle industrie locali, togliendo dalla strada gli ingombranti e pericolosissimi autoarticolati. SI quindi alla ferrovia come alternativa alla gomma e soluzione di numerosi problemi. No ad una ferrovia a d esclusivo interesse sovralocale per collegare persone e merci a Malpensa e ancora una volta a danno dei cittadini della Valceresio senza alcuna contropartita».

Anche sul piano istituzionale si stanno muovendo non solo i sindaci, ma anche la Provincia e la Comunità Montana per operare una sorta di mediazione tra le esigenze del territorio e quelle degli enti committenti, Regione e Rfi in testa.
Per questo motivo venerdì scorso si è tenuto alla Provincia di Varese un incontro cui hanno partecipato gli amministratori di valle e il vice presidente di Villa Recalcati Giorgio De Wolf.
De Wolf sarà presente anche il prossimo 23 aprile quando proprio in Provincia verranno illustrate dai sindaci di Arcisate e di Induno Olona le osservazioni al progetto ferroviario. Si tratta di una serie di alternative all’attuale tracciato che prevede al suo interno anche un piano finanziario delle spese supplementari da affrontare.


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Pubblicato il 16 Aprile 2003
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