Legambiente: «La ferrovia Arcisate Stabio stravolge il territorio»
Molti i "lati oscuri" del progetto presentato in Regione secondo gli ambientalisti. Pronte le osservazioni dei comuni di Arcisate e Induno Olona
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«Un progetto pressoché esecutivo, con l’impossibilità da parte i cittadini di intervento tramite le osservazioni. Fa parte del piano strategico Nazionale per cui le procedure di esecuzione vengono accelerate… Intanto ci ritroviamo con un progetto di ferrovia che appare come un corpo estraneo alla nostra realtà». «In linea di principio Legambiente non è contro la costruzione di una nuova ferrovia – come fa sapere il presidente di Legambienmte valceresio Sergio Franzosi – , certamente meno invasiva di qualsiasi nuova arteria stradale, ma il progetto depositato in Regione presenta molti lati oscuri che non possono essere trascurati. La soluzione rimane quella che da tempo ci sforziamo di far passare, dibattuta anche lo scorso anno durante alcuni interventi pubblici imperniati sul PPSE della Valceresio: sì a un nuovo binario tra Mendrisio e Arcisate, a patto che sia una ferrovia dalle caratteristiche interregionali, integrata con il restante sistema dei trasporti locali, che implicherebbe la trasformazione – senza esclusioni – della tratta da Gallarate fino a Porto Ceresio in metropolitana regionale, dove l’offerta di trasporto sia maggiore e specializzata, con treni cadenzati effettuati con materiale rotabile dedicato, nuove stazioni distribuite lungo tutto l’asse, specie nelle aree più urbanizzate. Ne trarrebbe beneficio l’intero territorio, liberato dalla schiavitù e dai malefici di un traffico stradale sempre più insostenibile, si avvantaggerebbe la mobilità locale e migliorerebbero senz’altro le condizioni di viaggio di migliaia di pendolari oggi costretti a sopportare infiniti disagi per raggiungere il posto di lavoro o di studio. Circa il traffico merci, esso dovrebbe essere gestito soltanto in funzione delle industrie locali, togliendo dalla strada gli ingombranti e pericolosissimi autoarticolati. SI quindi alla ferrovia come alternativa alla gomma e soluzione di numerosi problemi. No ad una ferrovia a d esclusivo interesse sovralocale per collegare persone e merci a Malpensa e ancora una volta a danno dei cittadini della Valceresio senza alcuna contropartita». Anche sul piano istituzionale si stanno muovendo non solo i sindaci, ma anche la Provincia e la Comunità Montana per operare una sorta di mediazione tra le esigenze del territorio e quelle degli enti committenti, Regione e Rfi in testa. |
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