«Perdere la Lazzaroni sarebbe un colpo alla città»
Saronno - La possibile chiusura dello storico stabilimento Lazzaroni desta sorpresa nell'amministrazione comunale. Il sindaco: se la notizia sarà confermata ci muoveremo
«Sarebbe il malinconico tramonto di un’esperienza secolare». Il sindaco Pierluigi Gilli è rimasto allibito di fronte alla notizia che la dirigenza del biscottificio Lazzaroni stia valutando l’ipotesi della chiusura della sede dello stabilimento saronnese. I classici “amaretti di Saronno”, conosciuti ed esportati in tutto il mondo, potrebbero non essere più prodotti a Saronno. «Potrebbe essere studiata una soluzione diversa da parte dell’azienda – prosegue il primo cittadino – Anche se al giorno d’oggi dominano le leggi di mercato ed è il marchio che conta, lo spostamento comprometterebbe anche l’immagine dello stesso prodotto. Non è certo un bel regalo di Pasqua quello ricevuto oggi, certamente la sorpresa è avvelenata».
La Lazzaroni è nata nel 1888 e ha avuto sede, nei primi decenni di attività, proprio vicino alla stazione ferroviaria di Saronno. Negli anni ’60 vi è stato il trasferimento negli attuali capannoni a Uboldo. Mentre alla fine degli anni ’90 le prime razionalizzazioni che hanno portato alla messa in mobilità di diverse centinaia di operai e la nascita di uno stabilimento distaccato in Abruzzo a Isola del Gran Sasso. Oggi, nello stabilimento di Uboldo, vi sono una ottantina di dipendenti tra operai e impiegati.
«Il fatto è ancora molto dubbio – prosegue Gilli – ma quello che sconvolge è anche solo la possibilità che la proprietà prenda in considerazione l’ipotesi della chiusura. Non capisco quale logica economica impellente possa spingere a una tale decisione».
Per il primo cittadino però non si tratta solo di un fattore storico e culturale. «Oltre alla storia vi sono poi le ottanta famiglie locali. La maggior parte delle quali non riusciranno ad accettare un trasferimento così lontano». «Se apprenderemo questa notizia da fonti ufficiali – conclude Gilli – ci muoveremo di conseguenza. Per ora mi auguro solo che si tratti di un ipotesi che non abbia uno sbocco concreto in tempi brevi».
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