«Questo bilancio è una rivoluzione gentile»
Approvato il bilancio di previsione per il 2003
«L’avrete capito tutti, non sono un seguace di Keynes e sono contrario al deficit spendig. La stretta di bilancio ha anche un suo carattere morale». Parole chiare e definite quelle di Paolo Soletta, assessore al bilancio del comune di Varese. Fermo, deciso, addirittura eretto a "buon padre di famiglia" da una poco prudente Laura Borsotti, consigliera di Forza Italia, sgridata dal Presidente Ghiringhelli per non aver rispettato il regolamento in fase di voto del bilancio. Comunque Soletta ha replicato con puntiglio all’opposizione. In due sere di lavoro non è uscito un solo minuto. Lui, con Taddei si sono dimostrati due autentici "mastini", garanti dell’austerità con cui dovrà lavorare la Giunta. Tutti gli assessori sono comunque stati presenti, di volta in volta assumendosi le singole responsabilità.
«Il nostro bilancio ha una chiara filosofia: non abbiamo aumentato i tributi, abbiamo ridotto il numero di piccoli mutui per destinare le risorse ai grandi progetti, rivedremo i contratti e le concessioni. In materia di welfare non siamo certo per lo smantellamento dello stato sociale anche se le tariffe devono tendenzialmente coprire i loro costi. Privilegeremo le progettazioni interne in modo da valorizzare le nostre professionalità e così compiere un vero risparmio».
L’assessore ha poi chiuso la sua relazione affermando che questo "è uno dei migliori bilanci possibili. Non è solo un documento di transizione, ma una vera rivoluzione gentile".
Le opposizioni sono state di ben altro avviso. A partire da Raimondo Fassa, non sono mancate le critiche specifiche oltre che politiche. "Vi è venuto in soccorso il settimo cavalleggeri altrimenti questo bilancio non avrebbe rispettato nemmeno il patto di stabilità. Non potete tutte le volte dire che è colpa di qualcun altro. Ora ve la prendete con le direttive comunitarie dimostrando ancora una volta che nelle vostre campagne elettorali, o siete sprovveduti o siete menzogneri ".
Alfieri si è detto preoccupato per il rischio di vedere gonfiare le tariffe a dispetto di una promessa di mantenere lo stato di welfare.
Zappoli si è complimentato, con una buona dose di ironia, per la compattezza della maggioranza e per il vero sforzo di cerini di parlare per tutti. Un bilancio blindato che non soddisfa niente e nessuno se non il carattere propagandistico della Giunta.
Dai banchi della maggioranza hanno preso la parola Cerini, "questo è un bilancio che permetterà alla Giunta di lavorare".
Carabelli (FI), "crediamo a questa Giunta perché lavora per la città e crediamo a questo bilancio che ci farà avere una Varese nuova e rinnovata".
Salerno (Udc), "finalmente un bilancio che rispetta i patti. Questi assessori sono una garanzia perché sono un gruppo di buoni lavoratori".
Federiconi (An), "ho sempre votato contro perché stavo all’opposizione. In queste ore abbiamo fatto della grande accademia. Io, questa volta, valuterò dai fatti".
Scontato il voto finale con i due blocchi compatti. An, Forza Italia, Udc e Lega per un totale di 24 voti. Per l’opposizione Rifondazione comunista, Ds, VareseCittà e Margherita per un totale di 12 no.
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