Sicurezza nei parchi. Gilli: «Dobbiamo presidiarli»
Lamentele dei cittadini. Il sindaco annuncia maggiori controlli
La gente non si sente più sicura nelle aree verdi della città e il sindaco sta vagliando l’ipotesi di far presidiare le zone rafforzandone la custodia. Con l’arrivo della primavera torna il problema dei parchi pubblici, balzati agli onori della cronaca già la scorsa estate quando la violenta lite tra due stranieri provocò molta apprensione tra le mamme presenti, le quali denunciarono subito il fatto. O anche l’episodio al parco De Rocchi in cui il custode venne coinvolto in un’altra lite e reso oggetto di percosse.
Sulla bacheca virtuale del sito del comune, emerge spesso la richiesta da parte dei cittadini di maggiori controlli nelle aree verdi. L’ultima riguarda i giardini di vai Padre Reina, i quali, secondo un cittadino, la zona verde «non è più fruibile dai cittadini poiché frequentata da decine di persone che per tutto il giorno e buona parte della notte con i loro comportamenti di fatto ne monopolizzano l’uso, bivaccando in evidente stato di ebbrezza, recando disturbo e lasciando il parchetto in un completo stato di degrado». «Non riesco a capire come l’amministrazione che Lei rappresenta, pur essendo a conoscenza della cosa, possa tollerare in pieno centro una situazione del genere. Sarebbe sufficiente, infatti, far passare regolarmente una pattuglia».
«Sono in corso contatti con i Carabinieri e la Guardia di Finanza per interventi ad hoc – risponde il sindaco Pierluigi Gilli – Purtroppo, la presenza di un custode, come al parco De Rocchi, è insufficiente. Si tratta di un più vasto problema che investe l’ordine pubblico, per il quale il Comune, entro le proprie competenze, sta ora pensando di chiedere altre collaborazioni ai fini della custodia. E’ tristissimo dover considerare l’ipotesi che le aree verdi debbano essere presidiate; ma tant’è; purtroppo, gli esempi di altre città fanno venire i brividi. D’altra parte, non appena si "libera" una zona, ecco che un’altra viene "occupata", anche da bande di nostri ragazzotti». Per quanto riguarda il semplice controllo di una pattuglia della polizia locale, il primo cittadino specifica che si tratterebbe «di un mero palliativo; infatti, come detto, si ha intenzione di intervenire in modo più incisivo».
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