Tangenziali, un progetto che aspettiamo da quarant’anni
Varese – Negli anni Sessanta furono progettate due strade. Ma il sindaco Oldrini rinunciò per questioni di "etica pubblica"
All’inizio degli Anni 60 a Varese c’era già attenzione all’aumento del traffico, alla necessità di favorirne il rapido scorrimento lungo alcune direttrici esterne per evitare l’attraversamento della città.
Le idee vennero messe sulla carta, quella importante del Piano regolatore: due tangenziali avrebbero abbracciato la città partendo entrambe da Sud per poi confluire a Casciago, dove oggi c’è l’Esselunga.
La prima tangenziale – l’attuale corso Europa – si sarebbe purtroppo bloccata all’altezza del cimitero di Casbeno, la seconda non nacque mai, ma avrebbe aggirato la città lungo l’Olona, dopo Belforte avrebbe tagliato per Ronchetto Fé affiancando viale Valganna e prevedendo sbocchi per Induno Olona e il confine.
Il sindaco Oldrini si impegnò a fondo per i progetti, ebbe l’approvazione, ma non i finanziamenti. La Giunta discusse a lungo, poi si negò a una avventura finanziaria per una questione di etica: era stato preso un impegno preciso con gli elettori, quello di amministrare bene; e ben gestire Palazzo Estense per un varesino significava non perdere una sola lira, chiudere cioè il bilancio almeno in pareggio.
Un ragionamento e una scelta da galantuomini che non venne approvata da un altro galantuomo, il notaio Luigi Zanzi che non riteneva un peccato fare debiti in favore della comunità. Certamente se oggi avessimo avuto le tangenziali saremmo gli abitanti di un Eden, ma nessuno rimprovererà il grande sindaco e i grandi assessori di allora per avere avuto una esemplare sensibilità.
Nessuno però oggi rimprovera i simpatici “matti” che avviano la tangenzialina senza avere tutti i soldi per realizzarla . In fondo essi avrebbero avuto sicuramente l’approvazione di Luigi Zanzi – che alla città ha lasciato moltissimo- e avranno quella di migliaia di varesini che al nulla del passato preferiscono l’avventura. Come Luigi Zanzi pensano e dicono che qualcuno alla fine pagherà. Forse si può essere d’accordo.
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