Targa ricordo al partigiano Paride Brunetti

Il "comandante Bruno" è stato ospite di un incontro organizzato da Forza Italia

Le polemiche che avevano preceduto l’incontro organizzato da Forza Italia con il comandante dei partigiani Paride Brunetti, che si erano esternate nelle lettere aperte di Proserpio (centrosinistra) e Azzi (Forza Italia), si sono poi spente e la serata di mercoledì 16, alla presenza di un folto pubblico, nell’aula magna della scuola Aldo Moro. Fra le autorità presenti: il sindaco Pierluigi Gilli, l’assessore provinciale alle politiche sociali Rienzo Azzi e il vicesindaco Annalisa Renoldi.

Gli onori di casa sono stati fatti da Andrea Rezzonico, presidente del Club Forza Italia “Don Sturzo”, che ha ricordato lo spirito dell’iniziativa, nata dai Giovani Azzurri ( i ragazzi fra i 16 e 19 anni vicini al gruppo), per creare un momento di confronto, senza faziosità, fra chi, come Brunetti, ha vissuto in prima persona l’esperienza della guerra e la generazione dei giovani che invece (fortunatamente), non l’hanno provata ma vogliono comprendere i motivi, le circostanze storiche e gli ideali di chi ha combattuto per la libertà. Il coordinatore cittadino di Forza Italia, Carlo Mazzola nel presentare l’eroe della resistenza ha sottolineato il vanto per Saronno «di avere da 40 anni come concittadino un eroe della liberazione, seppure non sia stato celebrato come meriterebbe». Mazzola ha quindi ricordato le sue imprese e i riconoscimenti conferitigli: dalla resistenza armata nel padovano dopo l’8 settembre ’43 a comandante del Distaccamento Garibaldi “Ferdiani”, poi comandante della Brigata “Gramsci” della divisione Nannetti, fino a diventare comandante della Brigata “Mazzini”; dopo la guerra è stato insignito della Bronze Star Medal dal comandante delle forze alleate americane, Gen. Clark, che insieme a lui decorò il Gen. Cadorna e Ferruccio Parri, si è poi aggiunta la medaglia d’argento al valor militare accompagnata da una motivazione firmata da Alcide De Gasperi ed è cittadino onorario di Feltre e di Vittorio Veneto.

Le testimonianze di “Bruno” (questo il nome da partigiano di Brunetti) hanno suscitato l’interesse dei numerosi ragazzi che si sono avvicendati nel fargli domande. Ha raccontato loro la dura vita da partigiano, quando rimase per un mese senza un soldo in tasca, senza poter riposare in un posto comodo e tranquillo. «Soprattutto – racconta Carlo Mazzola – ha dato ai ragazzi insegnamenti di vita, esortandoli a non fidarsi di chi dice di avere la verità rivelata, a rifiutare i regimi totalitari il cui danno più grave è quello di trasformare le menti delle genti per indurle all’odio. Bruno tocca le corde più sensibili del pubblico quando racconta quello che provò nel vedere un soldato morire e spiega che l’orrore della guerra consiste nell’annientare nell’uomo ogni sentimento di solidarietà, poiché in quel momento prevale l’istinto di autodifesa. Alla domanda di un giovane che chiedeva quale fosse stato l’apporto degli americani per la causa della liberazione, il comandante ha risposto che il contributo statunitense fu indispensabile per la resistenza ma, come riconosciuto dagli stessi americani, senza la lotta partigiana i soldati alleati caduti in Italia (che pure già tanto sangue versarono), sarebbero stati di più. Sempre nel rispondere alle domande dei ragazzi, Bruno ha analizzato con lucidità i meriti e gli errori del fascismo portando la propria esperienza ma, non ha voluto parlare, come premesso, dei fatti successi dopo il ’45, neppure di quelli attuali attinenti la crisi irachena, in quanto non ne è stato un testimone diretto». 

Al termine dell’incontro i Giovani Azzurri hanno consegnato a Bruno una targa ricordo della serata, in cui hanno scritto parole di riconoscenza per il valore dimostrato in difesa della libertà e dei valori comuni.

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Pubblicato il 18 Aprile 2003
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