A Saronno, una chirurgia all’avanguardia
Quattro nuove sale chirurgiche, l'unità coronarica ammodernata e una rianimazione all'avanguardia. L'ospedale si potenzia, nonostante il clima difficile che attraversa la sanità. Il senatore Tomassini: «La legge lombarda è buona, ma va migliorata»
Tre nuove sale chirurgiche altamente tecnologizzate. Una rianimazione potenziata e migliorata. L’unità coronarica riammodernata. All’ospedale di Saronno questa mattina si è vissuto un momento importante: autorità e politici sono venuti ad inaugurare i nuovi servizi, invitatati dal direttore generale Pietro Zoja.
Al quarto piano del Padiglione rosso, sono già entrare in funzione tre sale chirurgiche dotate di impiantistica area, con notevoli vantaggi logistici e garanzie di igiene. Le tre sale saranno destinate alla chirurgia generale, a quella toracica, all’ortopedia, mentre una quarta sala, che deve essere ultimata, ospiterà gli interventi in day surgery.
La nuova rianimazione, con 8 posti letto, di cui 2 per i casi gravissimi, sarà funzionale, nel futuro, al Pronto Soccorso che dovrebbe entrare in funzione entro fine anno. Otto letti, infine, sono stati destinati all’Unità coronarica.
In visita all’ospedale sono venuti l’assessore alla sanità regionale Carlo Borsani, i direttori generale delle altre due aziende ospedaliere della provincia e quello dell’Asl, il sindaco di Saronno Pierluigi Gilli, il presidente della Provincia Marco Reguzzoni oltre a vari politici, tra cui il presidente della commissione parlamentare sanità Antonio Tomassini : «La sanità sta attraversando un momento delicato sia per la situazione finanziaria che il governo di centro destra ha ereditato, sia per la crisi internazionale. Abbiamo dovuto operare delle scelte chiedendo agli operatori di prestare la massima attenzione senza abbassare il livello delle prestazioni. Nel futuro, però, io sono convinto che per far funzionare la legge 31 della Lombardia ci voglia un controllo esterno: non è possibile che il pubblico eroghi le prestazioni, ma nel contempo ne verifichi la qualità e controlli l’efficacia. Le Regioni, che hanno competenza in tema sanitario, stanno splafonando ma non hanno mezzi per calmierare l’offerta. Ritengo che un ente terzo, che potrebbe anche essere una mutua integrativa, possa garantire un’imparzialità e un controllo migliori».
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