Cremazione, l’alternativa al “caro-tomba”
Indagine sui costi relativi alle pratiche post mortem
| La Regione di suo forse ci ha messo qualcosa in fatto di imprecisione, la comunicazione è stata a sua volta superficiale, è accaduto allora che sulla "liberalizzazione" delle cremazioni con ceneri alla fine… ambulanti e non più collocate nei cimiteri si è scritto cose che gli esperti del settore davvero non si aspettavano data la delicatezza dell’argomento. Varesenews ieri ha fatto un punto della situazione esauriente raccogliendo i pareri del prevosto mons. Maffi che ha affrontato la questione sotto il profilo della tradizione e della cultura cristiane e di Ambrogio Vaghi, presidente della Socrem, associazione nata tanti anni fa per promuovere tra i cittadini la scelta della cremazione.
Varesenews ha anche avviato un sondaggio che obiettivamente va a rilento e possiamo capire perché: si preferisce essere "sondati" sui viaggi delle vacanze e non sull’ultimo. Oggi aggiungiamo un capitolo che riguarda i costi del caldo viaggettino in questione e subito appare evidente che la cremazione rispetto alle sepolture tradizionali è decisamente più conveniente. A parte i risvolti culturali e religiosi – la Chiesa ammette la cremazione – che possono avere inciso sullo sviluppo della pratica crematoria, è significativo il fatto che un varesino su quattro ripudi le tradizionali sepolture (inumazione o tumulazione in colombàrio) optando per una soluzione che tra l’altro costa meno e che il nostro Comune offre a prezzi decisamente concorrenziali. Mentre infatti la legge fissa a 390 euro il costo massimo della cremazione, noi varesini ci vediamo offrire dal Comune il non indifferente sconto del 50 per cento (e molti altri Comuni della provincia adottano analoghe agevolazioni per i loro cittadini) e inoltre non sono nemmeno cari i servizi annessi alla bruciatina. Vediamo che cosa spende un varesino che sceglie la cremazione: 195 euro per la cremazione, un centinaio di euro per la cassettina dove verranno riposte le ceneri (si può spendere anche meno per una semplice urna in metallo), da 162 a 244 euro per la concessione trentennale di una delle cellette presenti nei nostri cimiteri. Con poco più di un milione di vecchie lire il problema è risolto. Se la semplice inumazione è ancora decisamente concorrenziale ( 211 euro per 10 anni, 149 se avviene in un campo comune), tale non lo diventa se si vuole il monumento che costa almeno 1500 euro. Vogliamo sceglierci invece un colombàrio e rifiutare così la nuda terra? Agli eredi allora bisogna mettere in mano almeno 2100 euro per la concessione del posto, un migliaio per la lastra funeraria e un ferro di cavallo come portafortuna per la ricerca del loculo: di disponibili nei nostri cimiteri non ce ne sono più. La cremazione a Varese appare vantaggiosa e inoltre rispetta la sensibilità dei cristiani che nella visita ai loro cari defunti, sia pure in siti cimiteriali diversi da quelli tradizionali, possono vivere struggenti incontri pieni di speranza e non solo di dolore, possono aprire la loro mente e il loro cuore a ricordi e intimità preziose con la consolazione anche della certezza di una presenza fisica dentro una cassetta che sostituisce la tomba o il loculo. Quanto alle ceneri a domicilio si dovrà attendere una legge compiuta anche in termini di regolamenti, quella attuale ne è orfana . L’Italia del "casino" è la sola che non muore mai. |
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