Omicidio Cazacu: si riapre il processo
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna di reclusione a 30 anni dell'imprenditore che diede fuoco al proprio dipendente provocandone la morte. Sorpresi gli avvocati della famiglia Cazacu
Si riapre la vicenda dell’operaio rumeno Jan Cazacu bruciato vivo dal datore di lavoro nel marzo 2000. Ieri sera, venerdì 23 maggio, a sorpresa la Cassazione ha annullato la sentenza di appello, con la quale era stata confermata la condanna a 30 anni per l’autore dell’efferato delitto Cosimo Jannace, condanna decisa in primo grado con rito abbreviato. La Corte d’Assise d’appello di Milano aveva stabilito inoltre in 400 milioni di lire il risarcimento dei danni per ognuna delle due figlie della vittima, costituitesi parte civile al processo.
Ieri sera la doccia fredda sia per i familiari che per gli avvocati. « Siamo sorpresi da questa decisione presa dalla Cassazione – spiega l’avvocato Mottalini – noi crediamo che le motivazioni riguardanti il dolo fossero adeguate e sufficienti».
La Cassazione infatti ha annullato la sentenza di secondo grado per un vizio di motivazione sull’effettiva volontà omicida dell’imputato. Il fascicolo ora è passato ad un’altra sezione della Corte d’Assise d’Appello per un nuovo giudizio.
Resta ancora aperta la questione riguardante i risarcimenti dei danni alle due figlie, oggi studentesse, una all’università e l’altra al liceo.
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