Sacro Monte sempre più solo
Varese – Arriva la stagione estiva e non si conoscono iniziative per il borgo. Funicolare ferma fino a Natale e la circoscrizione chiede interventi concreti
Ridateci lo stradino. Non c’è macchina supermoderna che possa arrampicarsi per le vie del Sacro Monte e ripulirne gli angoli più impervi.
E proprio il “ripristino della figura dello stradino” (testuale nel testo della convocazione) verrà chiesto questa sera, giovedì 15 maggio, nel corso del Consiglio della Circoscrizione numero 3. «Dobbiamo prepararci all’arrivo dei turisti – spiega il presidente della circoscrizione Enzo Russo – e non c’è modo di rendere presentabili borghi storici come il Sacro Monte, Bregazzana o la Rasa se non predisponendo un efficiente sistema di pulizia che, in questi casi, solo l’uomo può assicurare».
Discorsi già sentiti, tanto tempo fa: da sempre le associazioni che tutelano la “perla” della Città Giardino, il Sacro Monte, lamentano il fatto che i sentieri siano trascurati. Ma questa potrebbe essere la volta buona. E forse sarebbe bene attrezzarsi visto che l’invasione dei turisti, varesini ma non solo, è già cominciata.
Con qualche “aggravante” rispetto agli ultimi due anni: la funicolare è ferma e non ripartirà prima di Natale. L’unica soluzione per arrivare al Sacro Monte, a parte una sana camminata a piedi, restano i pullman. Due i mezzi da prendere, il primo che arriva fino a piazzale Montanari, il secondo che porta fino all’arrivo della funicolare.
Il viaggio non è così divertente come con la funicolare ma un vantaggio c’è: il biglietto costa meno. Ma ci sono anche due grossi svantaggi: il primo riguarda l’inquinamento (i pullman sono tradizionali mezzi a gasolio), il secondo concerne invece i tempi d’attesa, circa quaranta minuti tra una corsa e l’altra.
Ma l’ostacolo non si può aggirare: i lavori alla galleria e alla strada che conducono da piazzale Montanari alla stazione di partenza, sono ripresi dopo lo stop legato al contenzioso con la “Polidori” la ditta cui erano stati appaltati i lavori; va detto, per dovere di cronaca, che l’azienda di Perugia è stata condannata a ripulire i boschi intorno alla galleria, dove era stato gettato del materiale di scavo.
Oggi i lavori sono affidati ad un’associazione temporanea di impresa, un’Ati, costituita dalla Cetti spa di Sondrio e da Alpistrade srl di Grandola ed Uniti in provincia di Como.
Per tutta l’estate, quindi, la funicolare sarà “fuori uso” ma, assicura l’assessore Franco Amedeo Taddei, si stanno facendo passi da gigante per quanto riguarda il secondo ramo della funicolare. I costi sono leggermente lievitati, dice l’assessore, e da 8 milioni di euro sono saliti a circa 8 milioni e 800 mila euro.
«Un progetto piuttosto complicato e delicato – spiega Taddei – che richiede parecchie autorizzazioni, visto che la sistemazione del vecchio tratto che porta alla cima del Campo dei Fiori prevede il disboscamento di un tratto piuttosto lungo e la natura della roccia complicherà i lavori. Tutto dovrà, poi, essere portato avanti in sintonia con il Parco del Campo dei Fiori».
Prima della fine del 2004 il secondo tratto della funicolare resterà solo sulla carta, una carta che passerà di scrivania in scrivani in cerca di timbri e “via libera”.
Nel frattempo non resta che viaggiare sulle classiche quattro ruote.
E a proposito di quattro ruote: la strada che conduce al Sacro Monte non verrà chiusa nemmeno quest’anno. Le auto potranno passare fino a quando non ci sarà la saturazione dei posti auto alla prima cappella, dopo di che i vigili urbani bloccheranno l’accesso ai mezzi in salita. Soluzione che trova l’appoggio soprattutto dei commercianti del Sacro Monte che avevano lamentato un calo dei “visitatori” e quindi di potenziali clienti.
Un pericolo che gli esercenti non vogliono più correre, quindi si sono messi intorno a un tavolo per cercare una soluzione: «Un calendario di iniziative ancora non c’è – spiega Giancarlo di Ronco, del Gruppo Riaccendiamo il Sacro Monte ma lo stiamo preparando. Stiamo pensando ad esempio a un mercatino. Certo è già un buon risultato essere riusciti a unire le forze».
Buon risultato, ma per avere iniziative “acchiappa-turisti” forse bisognerà aspettare ancora un po’. Senza un calendario, a maggio inoltrato, non resta molto tempo per propagandare manifestazioni “memorabili”. La Varese Città Turistica è ancora solo un progetto. Che non sa sfruttare i suoi tesori.
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