Villa Gianetti è pronta per essere restituita ai saronnesi

Dopo i restauri durati anni, l'antico municipio sarà inaugurato il 2 giugno. Ne parla il sindaco Gilli

Villa Gianetti sarà ufficialmente inaugurata, lunedì 2 giugno, dopo i restauri durati un paio di anni. La vecchia villa di Saronno, per anni abbandonata al degrado del tempo e oggetto di numerosi atti vandalici, viene così restituita ai saronnesi in tutto il suo splendore. I restauri, oltre al recupero artistico  dei suoi interni, oltre che dell’esterno, hanno portato alla creazione di un centro di attività pubbliche. Infatti la Villa ospiterà gli uffici della Saronno Servizi, la Pro Loco cittadina, l’associazione Carabinieri in congedo, un bar, nonché un ampio salone per cerimonie pubbliche. «La scelta non è casuale – spiega il sindaco Pieluigi Gilli – si è voluto, infatti, congiungere, con grande significato simbolico, una festa nazionale ad un evento locale e civico di grande rilevanza».

L’evento è stato organizzato con particolare solennità? «Vi sono momenti, nella storia di una città, in cui si manifesta con particolare intensità il senso di appartenenza alla comunità che si è perpetuata da tempo immemorabile nel luogo. L’effetto emotivo è ancora più avvertibile quando si rientra in casa, nella casa che, per essere stata per decenni il Municipio, è tuttora percepita popolarmente come il luogo comune di tutti i Saronnesi. Per questo, l’Amministrazione ha ritenuto di dare notevole rilievo all’evento, non solo per il valore dell’opera in sé, ma soprattutto per il significato intimo, familiare, che Villa Gianetti ha per tutti i concittadini».

Come è nata l’idea di mettere mano ai restauri? 
Con quali mezzi è stata finanziata l’opera, certamente costosa? «La Villa fu abbandonata agli inizi degli anni ’90, quando il Municipio si trasferì nella nuova sede di piazza della Repubblica. Per anni, versò in stato di colpevole abbandono, esposta all’ingiuria di usi impropri, che l’avevano fatta precipitare verso la fatiscenza. L’Amministrazione, sin dal suo insediamento nel 1999, ha impresso un’accelerata al ricupero dell’edificio, conscia che l’opinione pubblica non poteva più tollerare uno scempio simile in pieno centro città. Così, nell’ambito di una pulizia generale del bilancio, si sono riservate risorse economiche, tratte dai residui passivi, al restauro, il cui finanziamento è stato completato con l’accensione di un mutuo. Contemporaneamente, con la volontà di rilanciare e sviluppare la società dei Saronnesi, la Saronno Servizi s.p.a., si è pensato di concederle in locazione una parte della Villa, sicché, con il canone che la società pagherà ogni anno al Comune, sarà possibile far fronte ai ratei del mutuo ed alle spese di gestione. Sotto l’aspetto economico, quindi, l’operazione è stata conveniente. L’Amministrazione, inoltre, si è prefisso lo scopo di far sì che Villa Gianetti, una volta compiutamente restaurata e recuperata, fosse adibita a nuove funzioni pubbliche».

Villa Gianetti ora a quali usi è destinata? 
«Come detto, gran parte del primo piano sarà la sede di Saronno Servizi s.p.a., sicché i Saronnesi vi si recheranno frequentemente per l’espletamento di pratiche connesse con l’attività della loro azienda. Al piano rialzato, invece, sono state ricavati un salone di rappresentanza per manifestazioni ufficiali, matrimoni, convegni; un grande salone espositivo, per mostre ed eventi culturali, in aggiunta alla Sala Nevera, ormai insufficiente; una sala per le riunioni della Giunta ed altri incontri; un ufficio di rappresentanza del Sindaco (al primo piano); un piccolo museo, in cui saranno esposti permanentemente lo studio del concittadino M° Francesco De Rocchi e molte sue opere e documenti, ceduti in comodato dalla figlia, Pier Rosa: l’inizio di una collezione civica di arte moderna, impreziosita vieppiù dalla nascita di un Centro Studi sul Chiarismo, movimento pittorico cui aderiva il nostro concittadino, destinato all’organizzazione di mostre di alto livello. C’è pure posto per la Pro Loco cittadina e per una caffetteria. Nel seminterrato, si avrà la sede dell’Ass.ne Carabinieri in congedo, che collaboreranno alla custodia della Villa e del parco».

La Villa, quindi, è pronta ad un uso intenso?
 «Certamente. Ma soprattutto ad un uso pubblico, cioè al servizio della generalità dei cittadini. Infatti, non abbiamo affatto condiviso le intenzioni dei nostri predecessori, che avrebbero voluto cedere la Villa a terzi, per destinazioni specialistiche, non certo alla portata di tutti i Saronnesi. Villa Gianetti, dunque, ritorna ad essere aperta ai Saronnesi e per i Saronnesi: come centro di attività pubbliche per tutti; una scelta che ritengo sicuramente condivisa e, comunque, fatta per permettere ad un edificio così caro ai nostri cuori, di tornare ad essere punto di riferimento per chiunque, non per pochi privilegiati».

I lavori sono stati lunghi e difficoltosi?
 «Effettivamente, è stato un lavoro a volte difficile di ricomposizione e di restauro, di messa a norma, eseguito con paziente abilità in scrupolosa attenzione per l’originaria mano artigianale. Il restauro, seguito con passione e competenza dal Settore Stabili dell’Assessorato alle Opere Pubbliche – cui va la nostra riconoscenza -, ha interessato tutti gli interni, ricondotti all’originario splendore, con il ricupero di affreschi e di parti dell’edificio manomesse nel corso degli anni; significativo anche il recupero, nel porticato d’ingresso, della riproduzione della Madonna del Lippi, dei pittori Bonatti e Chiesa, che era stato oggetto di vilipendio sacrilego. Negli interni, si sono collocati degli eleganti arredi, risalenti agli anni ’20 (coevi alla Villa), donati al Comune da generosi benemeriti, oltre a mobilia ed a suppellettili secondo le esigenze odierne ed a quadri già di proprietà comunale, collocati in sede degna e finalmente visibili dal pubblico, che apprezzerà questa piccola collezione civica. Per gli esterni, si è provveduto solo parzialmente, stante l’estrema difficoltà di ricupero dei graffiti; è comunque già stato approvato dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali un piano generale di restauro. Il parco esterno, infine, custodito, tornerà ad essere un luogo di benessere in pieno centro. Infine, la presenza di un’elegante caffetteria all’interno della Villa (e, nella bella stagione, nel bellissimo patio) darà al complesso maggiore vivibilità e confort».

Il recupero è avvenuto dunque a tutto campo?
«Tanti eventi si sono succeduti in questo edificio, da quando, acquistato nel 1923 per essere destinato a sede municipale, ha ospitato per quasi settant’anni il Comune, conquistandosi un posto d’onore nei riferimenti precisi dei Saronnesi; qui si sono alternate Amministrazioni ed Amministratori, qui si sono segnate le tappe fondamentali della nostra vita civica: questa vecchia Signora torna alle origini; abbiamo saldato un debito con le generazioni che ci hanno preceduto; tocca ai Saronnesi, d’ora innanzi, rendere viva e frequentata la loro casa. Non dubito che sarà così; personalmente, sono orgoglioso per quanto fatto, con spirito di… saronnesità e di affetto per la nostra città».

 

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Pubblicato il 30 Maggio 2003
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