Area “ex Stehli” si parla di polo congressuale

RedAzione presenta un progetto per riconvertire l'area industriale. Il commento del vicesindaco Enrico Prato

Ottantamila metri quadrati, per uno stabile degli inizi del 900, all’ingresso di Germignaga, in riva al Tresa. Un tempo fabbrica attiva nel comparto tessile, che dava da mangiare a centinaia di persone, ora, dopo il fallimento, immobile vuoto. L’ipotesi, però, di riconvertire l’area come avviene nelle principali città europee è venuta al gruppo politico RedAzione, attivo nel Luinese, e che qualche giorno fa ha presentato l’iniziativa in un incontro pubblico cui ha partecipato anche l’amministrazione comunale. Lo studio, maturato in seno a un gruppo di lavoro, prevede la possibile destinazione dell’immobile – del valore che si avvicinerebbe agli 800.000 euro – a polo fieristico, vista l’assenza di analoghi spazi nei comuni circostanti. E per sottolineare l’importanza di un progetto di questo genere per la vocazione “congressuale” del turismo varesino, di cui da tempo si inizia a parlare, RedAzione cita l’esempio di Malpensafiere e del suo sviluppo dall’apertura dello spazio. Secondo quanto prospettato da RedAzione, negli 80.000 mq dell’ex area Stehli potrebbero trovare posto una struttura ricettivo-alberghiera per operatori sul fronte Tresa, una struttura fieristica di 50.000 mq con oltre 100 stand disponibili, una struttura adibita a congressi e conferenze per un totale di 300 posti, un ampio parcheggio retrostante l’area. Secondo Massimiliano Cocomazzi, uno dei relatori “questo progetto è per ora un sasso nello stagno. Il nostro impegno è quello di interloquire con tutte le istituzioni e le parti economiche e sociali presenti sul territorio, per far si che quest’idea diventi un’onda anomala in grado di smuovere l’immobilismo spesso regnante nella nostra provincia”. Il “là” per aprire la discussione attorno alla destinazione della ex Stehli di Germignaga non è passato inosservato. Enrico Prato, il vicesindaco, presente alla serata ha accolto positivamente il fatto che rinasca interesse attorno a quest’area. “Per questo motivo ho comunicato quanto appreso dal gruppo RedAzione alla giunta – commenta Prato – . Non bisogna però dimenticare che quest’immobile è inserito in una procedura fallimentare e verrà messo all’asta dal Tribunale. Oltre alla procedura in corso, sulla struttura pende una variante al piano regolatore che offriva la possibilità di realizzare moduli abitativi a patto che fossero mantenuti i posti di lavoro; condizione, questa, che è venuta meno col fallimento. L’immobile resta quindi una struttura ad uso produttivo. Tra un anno ci saranno le elezioni e spero che la prossima amministrazione potrà farsi carico di definire il futuro di quest’area importante per la città e non solo”.

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Pubblicato il 20 Giugno 2003
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