Etica, solidarietà e politica a confronto

Varese – Giuseppe Bonomi e Marino Bergamaschi intervengono al convegno organizzato dall'Insubria

Quando un’impresa è giustificabile eticamente? E quali attuazioni operare per costituire una cornice giuridica in grado di ridurre palesi disuguaglianze? Solo alcune domande lanciate dai relatori, nel corso del terzo incontro di un ciclo di quattro voluto dall’Università dell’Insubria per ragionare intorno a “Etica, solidarietà e politica”: tre temi che possono, anche se non necessariamente, intrecciarsi e addentellarsi nella gestione d’impresa così come nella stesura di una carta costitutiva, nella definizione di una cornice di diritti del mondo del lavoro.Tema complesso, quanto mai oggi.
Ne hanno parlato Marino Bergamschi, direttore generale dell’Associazione artigiani della provincia di Varese, il presidente di Alitalia, Giuseppe Bonomi e il docente di diritto internazionale dell’Insubria Vincenzo Salvatore.
Difende l’idea di mercato etico, solidale, Bergamaschi, ricordando come ci siano i diritti fondamentali, e poi il terreno delle negoziazioni che intercorrono tra il mercato e i comportamenti etici. E ripercorrendo l’origine della associazione artigiani, ricorda come sia sorta su una naturale esigenza di giustizia distributiva delle risorse. Un tema quello della mutualità forte ancor oggi: Bergamaschi fa una dichiarazione sorprendente: delle circa diecimila imprese associate quasi mille sono imprese individuali di extracomunitari: «un risultato possibile solo grazie a questa idea di socialità e mutualità che ancora ci sostiene. Una mutualità che interviene laddove, ad esempio, gli ordinamenti statali non prevedono lo stesso tipo di socializzazione delle crisi della grande azienda». Libero mercato, dunque, ma nell’ottica di una responsabilità morale. Valori d’altro canto di forte matrice cattolica; è non è un caso che Bergamaschi faccia riferimento ai termini della nuova costituzione europea deprecando l’assenza di un riferimento alla tradizione di libertà anche nell’impresa giudaico-cristiana.

Diversa l’ottica di Bonomi, pragmatica, con nota polemica : «Trovo scarsamente etico, nel mio caso specifico, che si discuta gli uni contro gli altri tra Milano e Roma. Che gli interessi particolari prevalgono sul bene generale e che prevalga la politica dei veti sull’azione di governo. Trovo poco etico che ci si perda in chiacchiere, quando oggi in Spagna che pure è una nazione caratterizzata da forti identità locali, si stiano spendendo 4 milioni di euro sul sistema aeroportuale».
Poi una sorta di stoccata: “L’Alitalia, con la situazione drammatica dei suoi conti, non è eticamente giustificabile. La stessa cassa integrazione è etica solo se porta ad nuove costituzioni di impresa». Ma non solo: etica è offrire non servizio pubblico, ma al pubblico. Tradotto: orari, puntualità efficienza, servizi. Insomma fare bene il proprio lavoro è già comportamento etico. Bonomi, nello specifico, va oltre e lancia due proposte per Alitalia: creare, insieme agli enti competenti, scuola di formazione sul territorio in cui agisce l’impresa, non per piloti, ma per tutti gli operatori che lavorano in aeroporto; e un’idea che sta a cuore al presidente, la creazione di luoghi di studio e formazione usufruibili da tutti quelli che gravitano intorno alla città-aereoporto. Asili nido, insomma, un tasto su cui batte l’ex assessore insiste molto. «Un modo specifico e concreto perché l’idea di impresa si sposi con l’utilità e la solidarietà sociale».

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Pubblicato il 26 Giugno 2003
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