I bambini scrivono ai vandali: «Non toccate più la nostra scuola»
Ultimo giorno in festa per gli alunni delle scuole elementari distrutte a maggio. Reati ancora senza colpevoli
| Ultimo giorno di scuola, un giorno di festa per tutti, anche se la scuola è stata letteralmente distrutta dai vandali. I bambini delle elementari di Caronno Pertusella, infatti, hanno tappezzato di scritte e poesie l’ingresso della Sant’Alessandro, «quasi a voler proteggere la loro seconda casa da altre intrusioni» spiega un’insegnante. "Noi vogliamo bene alla nostra scuola". "Non distruggetela perché è la nostra seconda casa". "Prima di fare certe cose pensate a noi bambini". Sono solo alcuni dei messaggi che i bambini hanno lasciato all’ingresso della struttura maggiormente colpita dal raid vandalico di tre settimane fa. Sono ancora visibili i segni del passaggio dei vandali. Molti i genitori presenti. All’incredulità e alla rabbia iniziale si è sostituita tanta voglia di reagire, anche se permane la paura per il futuro. «La preoccupazione di queste settimane – spiega Antonia, una delle mamme rappresentanti di classe – è stata soprattutto quella di vedere come affrontare la questione con i bambini dal punto di vista educativo». «Il primo giorno che sono riprese le lezioni dopo i tre giorni di chiusura – prosegue Francesca, una delle insegnanti – I bambini erano molto preoccupati e tesi, poi abbiamo lavorato insieme per ricostruire i lavori distrutti. E così sono nati i messaggi che sono stati posti all’ingresso della scuola». «Hanno capito che la scuola non è fatta solo di tavolati e mattoni – prosegue Antonia – I bambini hanno affrontato insieme la cosa e oggi sono qui lo stesso a festeggiare». I carabinieri non hanno ancora individuato i colpevoli e, nelle indagini, sono molte le piste che si stanno seguendo. Ma, secondo i carabinieri, è ancora troppo presto per dire qualche cosa. Anche tra i genitori e tra gli insegnanti vi sono diverse ipotesi. «Quello che sembra strano – dichiara decisa una mamma all’ingresso della scuola – è che in un paese come il nostro, che non è molto grande, non si sia ancora trovato il colpevole». Secondo un’altra insegnante «il colpevole si può anche trovare ma ormai il danno è stato fatto ed è stato violato uno spazio che dai bambini è sempre stato considerato sicuro. Adesso, e l’anno prossimo, sarà compito nostro far loro riacquistare fiducia nella scuola». |
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